Una spirale fatalistica di generosità

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[one_fourth_last]Il Théâtre de la Croix-Rousse di Lione accoglie il ritorno di Jean Bellorini. Dopo Tempête sous un crâne, ispirato a I Miserabili di Victor Hugo, e Paroles gelées, un visionario omaggio a Rabelais, il regista francese propone una favola morale di Bertolt Brecht: La bonne âme du Se-Tchouan.

Dopo aver assistito alla rappresentazione della pièce Paroles gelées, eravamo curiosi di ritrovare il regista Jean Bellorini attraverso le sue rappresentazioni sincretiche, in grado di cortocircuitare tempi e luoghi posti agli antipodi. E al Théâtre de la Croix-Rousse di Lione abbiamo avuto la conferma che Bellorini rappresenta uno dei migliori giovani registi francesi in circolazione.

La scelta, questa volta, cade su una pièce di Bertolt Brecht, Der Gute Mensch von Sezuan, scritta tra il 1938-40 e considerata un capolavoro del teatro epico. Una favola triste, ambientata nella lontana provincia di Sezuan, luogo inventato e immerso nella lontana Cina ma così vicino alla nostra Europa. Shen Tè (una commovente Karyll Elgrichi), una giovane prostituta, offre ospitalità a un dio venuto da lontano ma rifiutato da tutti. La sua generosità verrà ripagata con una somma in denaro che le permetterà di prendere in affitto un piccolo commercio di tabacchi. Ed è a partire da questo momento, da questo atto liberale che la vorticosa spirale di eventi inizia a mettersi in moto. La voce del nuovo commercio della giovane si sparge e alcuni bisognosi e molti approfittatori, chiedono di condividere il tetto con Shen Tè. Questa dolce anima si dimostra estremamente altruista e non esita a spartire il suo dono del cielo con le genti che accorrono verso di lei. La povertà dei luoghi è esemplificata della costruzione di una scenografia che lo stesso Bellorini ha voluto curare personalmente: la città è un susseguirsi di scatole che ingabbiano vite e orizzonti, spinte vitali e volontà aeree. Scatole che sferragliano, serrande che si alzano e si abbassano come sipari industriali che segnano il passaggio da una scena all’altra. Una modalità che si integra perfettamente con una storia a tratti angosciante di un’anima pura spogliata da amici e parenti poco scrupolosi. Le disponibilità economiche e morali della giovane sono velocemente prosciugate ed è solamente l’intervento di un lontano cugino di Shen Té, Shui Ta (il Doppelgänger risoluto), che riesce a mettere dei limiti allo sfruttamento parentale e a salvare il commercio di tabacchi.

L’umanismo di Jean Bellorini rilegge la triste favola di Brecht riproponendo l’universalità e l’esemplarità di ciò che avviene in questa lontana provincia cinese. La critica verso il capitalismo, capace di arricchire solo chi darwinianamente riesce a sopraffare l’altro, ha il suo correlativo estetico nel violento tsunami che infrange tutto e che lascia dietro di sé solo rovine e miserie residuali, ma che rimangono tali solamente se lo sguardo che si pone su di esse è quello del profitto. La personificazione della presenza divina è financo limitata dalla forza capitalistica umana, e il suo ruolo diventerà, con il passare delle scene, il semplice limitarsi all’osservazione, mostrando quanto l’inazione sia un motore divino.

La Bonne Âme du Se-Tchouan, Bertolt Brecht, Jean Bellorini, TNT, Toulouse

Le Théâtre de la Croix-Rousse de Lyon présente la dernière création de Jean Bellorini: La Bonne Âme du Se-Tchouan de Bertolt Brecht. Un conte moral et fataliste qui se joue dans une métaphorique région chinoise, le Se-Tchouan, qui abrite une âme généreuse, Shen Té, jeune prostituée, bouleversée par les dieux inactifs et par l’écrasant capitalisme. Une pièce conçue par Brecht en temps de guerre et revitalisée par le syncrétisme musical et culturel du jeune metteur en scène français.

Lo spettacolo è andato in scena:
Théâtre de la Croix-Rousse
Place Joannès-Ambre – Lione (Francia)
fino a domenica 2 marzo 2014
orari: tutti i giorni ore 20.00, sabato ore 19.30, domenica ore 15.00
(durata 3 ore e un quarto)

Il TNT – Théâtre national de Toulouse Midi-Pyrénées, in coproduzione con la Compagnie Air de Lune, Odéon – Théâtre de l’Europe, La Criée – Théâtre national de Marseille, Théâtre de la Croix-Rousse, Théâtre Liberté – Toulon, Espace Jean Legendre – Théâtre de Compiègne, Théâtre Firmin Gémier – La Piscine, Scène nationale d’Albi, L’Équinoxe – Scène nationale de Châteauroux, Le Cratère – Scène nationale d’Alès presentano
La bonne âme du Se-Tchouan
di Bertolt Brecht
traduzione Camille de la Guillonnière, Jean Bellorini
regia Jean Bellorini
con Danielle Ajoret, Michalis Boliakis, Jules Carrère, François Deblock, Karyll Elgrichi, Claude Evrard, Jules Garreau, Camille de la Guillonnière, Jacques Hadjaje, Med Hondo, Théo Lafont Trévisan, Blanche Leleu, Clara Mayer, Teddy Melis, Marie Perrin, Marc Plas, Geoffroy Rondeau, Hugo Sablic, Damien Zanoly
scenografie e luci Jean Bellorini
costumi Macha Makeïeff, assistita da Claudine Crauland
creazione musicale Jean Bellorini, Hugo Sablic, Michalis Boliakis
suono Joan Cambon
trucco Laurence Aué
assistente alla regia Mélodie-Amy Wallet

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