Il manifesto dei ragazzini

teatro-abarico-romaAl teatro Abarico, sito nel vivissimo e giovane quartiere romano di San Lorenzo, è andato in scena La canzone degli F.P. e degli I.M., inserito nella programmazione della stagione 2013/2014 poiché vincitore del Premio Cartellone, grazie al Progetto Agosto Abarico promosso dall’Associazione QuintaLuna, con l’obiettivo di diffondere e valorizzare l’arte nelle sue varie espressioni.

La canzone degli F.P. e degli I.M. è una poesia contenuta nel libro Il mondo salvato dai ragazzini e altri poemi (1968) di Elsa Morante, adattata e interpretata da Simone Giustinelli che firma anche la regia, con musiche originali suonate dal vivo, che accompagnano in perfetta sintonia l’ironia del testo.
L’opera, contestualizzata nell’anno della sua pubblicazione, può essere intesa come la critica militante degli intellettuali ai mutamenti della società. L’utopia anarchica è proposta nelle sperimentazioni dei nuovi linguaggi e nel vivere in prima persona le esperienze sensoriali estreme come l’assunzione dell’LSD.
L’aspettativa nel Sessantotto, del “grande manifesto rivoluzionario” da abbinare all’ideologia, ha portato a interpretazioni fin troppo legate all’aspetto politico.
La messa in scena di Simone Giustinelli riesce a liberarsi del contesto storico, affrontando il testo come un “ragazzino”, libero e innocente, che coglie gli aspetti materici delle parole.
Lo spettacolo, che segue la struttura del testo, è composto da tre parti: Introduzione esplicativa, Parentesi agli F.P., Agli I.M.
L’umanità è distinta in due categorie, i Felici Pochi (F.P.) e gli Infelici Molti (I.M.)
Gli F.P. sono uomini che hanno il coraggio di essere se stessi, soffrono più degli altri, sono perseguitati, emarginati, consapevoli della propria condizione, la cui infelicità è allegra. Celebri F.P. hanno pagato tragicamente la loro illuminazione, da Giordano Bruno ad Arthur Rimbaud, da Mozart all’anonimo F.P. che percorre la storia: dato in pasto alle belve dai Cesari perché schiavo, ridato in pasto alle belve sotto i Flavii perché cristiano, sgozzato a Tenochtitlan perché femmina vergine.
Gli I.M. sono la maggioranza normale, omologati, la cui felicità è triste e fanno di tutto per annientare gli F.P.
L’uso delle luci, gestito con grande cura, la brillante interpretazione e la colonna sonora partecipano nel rendere fluido e incisivo il racconto drammaturgico, in alcuni momenti un vero e proprio “esercizio di stile”, che arriva con forte impatto allo spettatore.
L’attore dimostra, attraverso la propria interpretazione, di essere senza dubbio un F.P. e non un “mezzo I.M.” come scrisse la Morante di se stessa.
Secondo il performer «lo spettacolo nasce da questa esigenza di bellezza, da questo bisogno di esplorare la scrittura – che così spontaneamente si offre alla drammaturgia – della Morante, densa di impegno sociale, rivendicazioni di giustizia politica e aderenza alla realtà, sempre trattando i temi con raffinato ingegno e sottile ironia».
Simone Giustinelli, ventiduenne, dal 2009 firma regie teatrali e vanta un importante curriculum attoriale. Da quest’anno è aiuto regia di Pierpaolo Sepe per l’allestimento di Medea, che ha aperto la stagione del Piccolo Teatro di Milano e sarà all’Eliseo di Roma il prossimo aprile.

simonegiustinelli

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Abarico
via dei Sabelli, 116 – Roma
fino a domenica 24 novembre, ore 21.00

Just in Two presenta
La canzone degli F.P. e degli I.M.
ispirato alla poesia omonima di Elsa Morante
regia, interpretazione, adattamento Simone Giustinelli
chitarra elettrica Matteo Giustinelli
batteria Fiorenzo Sabbatini
tastiera Simone Sabbatini

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