Shakespeare and Love: una carovana di emozioni in rosa

teatro-san-paolo-romaTornano le donne del grande Bardo inglese al teatro San Paolo. Ofelia, Giulietta, Lady Macbeth, le allegre comari di Windsor e tante altre sue muse rivivono ancora una volta nell’intensa e a tratti struggente interpretazione della compagnia dei Borghi.

Un viaggio lungo un sogno, anzi molti differenti sogni partoriti quattro secoli fa dalla penna del grande Bardo e ancora attuali oggi: è questo che offre La carovana di Shakespeare, in scena fino al 22 dicembre al teatro San Paolo sotto forma di spettacolo itinerante, dall’ingresso al palco e ritorno.
Dopo aver assistito alla prima versione maschile, quest’anno la compagnia dei Borghi ripropone la meno conosciuta versione femminile, definita non a caso Le muse. Le eroine del Bardo sono infatti personaggi generalmente più schivi ma più variegati rispetto a quelli maschili, sempre presi da grandi affari di cuore, di potere, di amicizie da rispettare oppure viceversa da invidie e vendette personali.
Sono però le donne, in fondo, l’origine, l’obiettivo, la passione, il trastullo, e spesso perfino le vittime dei vari Amleto, Romeo, Riccardo III, Claudio, Oberon, Macbeth, ecc. A complicare le cose, l’usanza elisabettiana di non ammettere attrici sul palco (si pensi al famoso film Shakespeare in Love), che obbligava i registi ad affidare le loro parti ad attori giovani con voci alte, e conseguentemente portava gli autori a ridurre la loro presenza sulla scena. Dunque, anche per via del minor materiale a disposizione, i personaggi femminili di Shakespeare sono quasi sempre più difficili da analizzare e interpretare, e bene ha fatto Ester Cantoni a riproporcene molti tutti insieme.
Si comincia con la gustosissima scena delle lettere identiche recapitate a Mrs. Page e a Mrs. Ford da quel simpatico briccone di sir John Falstaff, in cerca di facili conquiste in Le allegre comari di Windsor; poi si prosegue con altri pezzi di bravura alternati ai troppo spesso ingiustamente dimenticati sonetti del grande poeta inglese, molti dei quali sono pregevoli quanto le sue opere teatrali.
Ispirata l’interpretazione della ormai docile Caterina nel finale di La bisbetica domata da parte di Cristina Golotta, che poi si ripeterà più tardi nel duetto (da Otello) di Emilia e Desdemona sulla fedeltà coniugale e nella celebre scena della follia di lady Macbeth, che fa il paio con quella di Ofelia, interpretata invece da Ester Cantoni (fresca della bella rappresentazione di Amleto sullo stesso palcoscenico), che dà vita anche, tra le altre, alla sfortunata Giulietta e alla bella Porzia alle prese con i suoi sgangherati pretendenti e la celebre prova degli scrigni in Il mercante di Venezia.
Forse l’atmosfera generale è un po’ cupa, data la scelta di estrarre molte scene dalle tragedie e pochissime dalle commedie di Shakespeare. Forse non avrebbe guastato ingentilirla un po’ aggiungendo, ad esempio, l’inganno che in seguito porterà Beatrice tra le braccia di Benedetto in Molto rumore per nulla, oppure i tormenti di Viola nei panni di Cesario in La dodicesima notte. Nel complesso però l’allestimento è alquanto pregevole, e siamo certi che in una rappresentazione all’aperto, con i suoni e gli odori di una notte estiva, avrebbe reso ancora di più. Molto brave le due attrici, coadiuvate dal solito Giuseppe Renzo, qui principalmente nel ruolo di “presentatore” (ma anche, brevemente, nei panni di un ubriaco e del suo sempre gustoso Riccardo III).

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Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro San Paolo
via Ostiense, 190 – Roma
fino a domenica 22 dicembre 2013
orari: da martedì a sabato ore 21.00, domenica ore 17.00 (lunedì chiuso)

Compagnia dei Borghi presenta
La carovana di Shakespeare – Le Muse

da William Shakespeare
messa in scena Ester Cantoni
con Ester Cantoni, Giuseppe Renzo, Patrizia Grossi, Cristina Golotta

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