Una tragedia troppo luminosa

Nel chiostro del Teatro Sala Fontana, una tragedia intensa ma poco toccante.

Non ci sono proiettori, riflettori e giochi di luce. Nessun attrezzo o materiale scenografico. Sono sufficienti il tramonto e la bellissima cornice del chiostro del Teatro Sala Fontana. «Mentre lavoravo allo spettacolo Il pranzo di Babette – rivela la regista e interprete Raffaella Boscolo – nella scorsa stagione, spesso, passando, buttavo l’occhio al magnifico chiostro ed è così che è nata l’idea di ambientarvi La casa di Bernarda Alba di Garcìa Lorca», tragedia spagnola del 1936.

Bernarda è una donna severa e irremovibile che, dopo la morte del marito, impone alle sue cinque figlie un lutto rigoroso che impedisce loro di frequentare uomini. Ne è esclusa solo la figlia maggiore, proprietaria di una ricca eredità e prossima a sposare Pepe il Romano, molto più giovane di lei e interessato unicamente al patrimonio in possesso della donna. Ma dello stesso uomo è innamorata anche Adela, la più giovane delle figlie. E alle due contendenti se ne aggiungerà un’altra a sorpresa.

Il colpo di scena è il punto di svolta della vicenda che da quel momento trova una nuova vitalità e prende la strada della sofferenza, della crudeltà, del dolore in un tutti contro tutti che si concluderà con la morte di una tra le sorelle. La regista, a proposito di queste vere e proprie lotte all’interno della famiglia, parla di «una sorta di cannibalismo». Le sorelle «si mangiano l’una con l’altra», tanto è vero che nell’ultimo atto della tragedia si cospargono di inchiostro rosso sul corpo, sulle vesti e, in ultimo, sulla bocca.

Il chiostro all’ombra della Chiesa di Santa Maria alla Fontana sembra perfetto per la rappresentazione e ne viene esplorato e sfruttato ogni centimetro. Le colonne e i portici sono utili come effimeri nascondigli e per mostrare i diversi dialoghi – e i segreti – delle sorelle. Tutte le attrici, infatti, sono sempre in scena in diverse posizioni e attirano di continuo l’attenzione e lo sguardo dello spettatore. Ma da punto forte della rappresentazione, il chiostro va probabilmente a indebolire la tragedia. Forse la luce, forse la mancanza del buio della sala, forse il suono delle campane della chiesa o l’abbaiare dei cani e l’assenza totale della musica – probabilmente la presenza di un musicista e qualche nota di chitarra avrebbero reso l’atmosfera più magica e ancor più suggestiva – diminuiscono la portata del dramma, che stenta a penetrare nell’animo dello spettatore e a toccarne i sentimenti.

Questa la sensazione che La casa di Bernarda Alba lascia: una tragedia forte, assolutamente ben interpretata, ma poco incisiva.
È, quindi, da valutare l’efficacia del bellissimo scenario del chiostro, forse più adatto a rappresentazioni leggere, finanche più spensierate, che sfruttino appieno la luce del sole.

La stessa tragedia, rappresentata un paio d’ore più tardi, col buio, candele accese e magari qualche luce artificiale, sarebbe risultata, probabilmente, più riuscita e toccante.

Troppo illuminato, poco illuminante.

Lo spettacolo è andato in scena
Chiostri Teatro Sala Fontana

via Boltraffio 21 – Milano
fino a venerdì 1° luglio, ore 19.30

Elsinor teatro stabile d’innovazione presenta:
La casa di Bernarda Alba
Tragedia in III atti
di Federico Garcìa Lorca
con Raffaella Boscolo, Monica Faggiani, Giuditta Mingucci, Chiara Anicito, Silvia Soncini, Arianna Aragno, Paola Giacometti
regia di Raffaella Boscolo