Milano e Gadda

out-off-teatro-milano1È la prima nazionale per La Cognizione del dolore, adattato e diretto da Lorenzo Loris nel suo Teatro Out Off.

Il programma comprende una breve conferenza su Gadda, piccola pausa e, infine, spettacolo; volendo, poi, il bar è aperto per un po’ di vino senza fretta. Siamo, appunto, al Teatro Out Off, «fuori, anzi più fuori», come lo definiscono i suoi fondatori, ai margini di Milano, a un passo dal Ponte della Ghisolfa e dai giardini dedicati a Giovanni Testori.

La sua sala seminterrata suggerisce l’idea che questo essere fuori – dalla Milano di superficie – sia un essere dentro, nell’intimo fondo della città. E negli ultimi anni, in questo ventre cittadino, Loris ha compiuto un percorso di ricerca e contatto con gli scrittori che hanno dato voce alle sue strade di cultura e storia, mettendoli in relazione con il contemporaneo, perché ci possano ancora parlare. Così, a Testori ha chiesto di raccontare proprio di quel quartiere, con La Gilda del Mac Mahon, o della Stazione Centrale, con In Exitu. Affabulazione di Pasolini si spinge oltre il Nord della città e arriva fino in Brianza. E la Brianza, quella del primo dopoguerra, torna anche ne La cognizione del dolore, sotto le spoglie di un Sud America altrettanto provinciale e piccolo borghese. Lombardia e Milano sono allora protagoniste a volte esplicite, altre volte mascherate e silenziose, di questo lavoro nelle radici della città.
Questa volta Loris ha scelto di raccontare l’isolamento psicologico di un individuo in mezzo al brulichio vivace, invadente e insieme lontano del mondo circostante. Lo fa attraverso la storia di Gonzalo (Mario Sala), un uomo che non si riconosce nella società in cui vive e coltiva il suo odio verso il mondo rinchiuso in una villa-prigione insieme a una madre che ama, odia e sottomette brutalmente. Sui personaggi aleggia il peso di una guerra passata lasciando il deserto fuori e dentro di loro, ma anche i fantasmi della morte del fratello e del padre. A introdurre la storia è il dottore, che ci apre la porta della prigione, ma resta sguardo esterno e tangente rispetto al mondo dentro la casa, dove madre e figlio vivono incomunicabili e lontane «cognizioni del dolore».
Mario Sala incarna la nevrosi del suo personaggio con una fisicità epilettica, quasi esagerata, dando voce al rapporto ossessivo nei confronti della madre, al terrore e all’odio verso l’esterno coi suoi esseri umani feroci e guerreschi, alla ricerca spasmodica dell’essenza di questo suo costante patimento. Anche Monica Bonomi dà corpo e concretezza al dolore della madre, che sembra pesarle sulla schiena e lasciarle alzare con fatica la testa per guardare il mondo sempre dal basso in alto, sempre schiacciata, sempre inerme.
La scenografia, di pesanti e colmi sacchi grigi, come mattoni che formino muri – muri però ancora troppo bassi per garantire sicurezza – rende l’idea di una forza di gravità senza possibilità di salvezza, su cui si leva solo alla fine l’ombra sinistra e vincitrice di Gonzalo, eroe che ha infine cominciato il suo viaggio, lasciando la casa, uccidendo la madre (oppure no?), scomparendo nel nulla.
Loris sceglie di mantenere il complesso linguaggio dell’autore e di non discostarsi troppo dalla forma romanzo. Accosta dialoghi dal ritmo teatrale a una cronaca, o auto-cronaca, dei personaggi, che si raccontano come fosse lo scrittore stesso a crearli e leggerli ad alta voce. Così la distanza, (tra i personaggi, tra pubblico e attori, soprattutto tra parola e azione), già sottolineata dagli sguardi eternamente persi nel vuoto degli attori, si fa materiale, quasi tangibile.

Per quanto il gioco alla lunga possa diventare stucchevole, l’operazione è certamente riuscita.
Gadda torna a mostrarsi come volto di Milano, proprio ora che è stato dipinto sui muri di Via San Calimero e annoverato, tanto dagli artisti quanto dal Comune, tra quei nativi milanesi che ancora hanno la forza di stimolare e mettere in discussione chi lo ascolta.

Lo spettacolo continua
Teatro Out Off

Via Mac Mahon 16, 20155 Milano
dal 18 novembre al 21 dicembre
dal martedì al venerdì alle 20.45, sabato alle 19.30, domenica alle 16.00

Teatro Out Off in collaborazione con ArTransit, Performing Arts in Motion parte di “Viavai, Contrabbando culturale Lombardia-Svizzera” della Pro Helvetia e del Teatro San Materno presentano
La cognizione del dolore
da Carlo Emilio Gadda
adattamento e regia di Lorenzo Loris
con Mario Sala, Claudio Marconi, Monica Bonomi, Nicola Ciammarughi, Cristina Caridi
scena di Daniela Gardinazzi
costumi Nicoletta Ceccolini
musiche Simone Spreafico
collaborazione movimenti Barbara Geiger
audio e video Alessandro Canali
luci e fonica Stefano Bolgé

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