Comunicato stampa

Con la citazione dall’Apocalisse, Stavrogin, il protagonista dei Demoni di Dostoevskji, affronta la confessione a padre Tichon nel capitolo più famoso del romanzo, quello che per molti anni fu vietato dalla censura e che ancora oggi in molte edizioni del capolavoro viene aggiunto solo alla fine.

Nel monologo che abbiamo scelto di adattare per la scena, Dostoevskij affronta il tema scabroso della pedofilia, senza prendere mai una posizione né dare mai un giudizio definitivo: il grande autore russo rappresenta, infatti, l’ambiguità dell’animo umano senza alcun tipo di compiacimento, il suo intento è esclusivamente quello di approfondire la natura contraddittoria dell’uomo, attraverso un grande richiamo alla libertà. E’ questo uno dei principali obiettivi del nostro modo di intendere il teatro ed è il motivo principale che ci ha portato a scegliere
Dostoevskij come guida e come fonte di ispirazione. Nella nostra versione, la confessione viene fatta al pubblico. Questo comporta un’apertura del personaggio, che si mette a nudo e chiede ogni sera comprensione e condivisione, o forse anche rifiuto, commiserazione, ma non è possibile l’indifferenza.

Ogni spettatore viene chiamato direttamente in causa, come testimone o come giudice, e viene chiamato a interagire con Stavroghin, a rispondere alle sue domande, anche solo con lo sguardo.
Ogni sera lo spettacolo sarà diverso perché diverso sarà il pubblico. Il testo di Dostoevskij si apre all’incontro con il pubblico, che potrà trasformarlo, adattarlo alla situazione presente e renderlo vivo e attuale. Stavrogin è diviso interiormente tra bene e male ma non riesce a decidere quale via intraprendere e da questo stato disospensione nasce il suo dolore

Teatro alle Colonne
corso di Porta Ticinese, 45
sabato 12 marzo, ore 20.45

La confessione
da Fedor Dostoevskij
con Mino Manni
regia Alberto Oliva
compagnia I Demoni

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