No grazie, il caffè mi rende nervoso

Il caffè rendeva nervosi nel film interpretato da Massimo Troisi, mentre l’ultimo personaggio de La corsa speciale ne può bere anche 13 al giorno. Ma l’ironia agrodolce dell’attore, regista e sceneggiatore di San Giorgio a Cremano, questa volta non tocca le corde de Gli Omini.

Ci eravamo lasciati, l’anno scorso, dopo il successo meritatissimo di Ci scusiamo per il disagio, con la promessa di vedere la seconda tappa del viaggio de Gli Omini sulla Porrettana, in treno. Ci ritroviamo, invece, in una stazione – quella di Castagno – a barbellare dal freddo e con una spettatrice che si sente male e deve essere soccorsa dalla protezione civile.
Anche sul treno non succede granché e non si comprende l’utilità del viaggio dato che: “a seguito del tragico incidente ferroviario avvenuto in Puglia, non è possibile effettuare a bordo treno alcuna forma di animazione. Pertanto l’azione sonora prevista dallo spettacolo nella tratta Pistoia/Castagno non potrà aver luogo”. Come se un’azione sonora possa essere causa di un disastro ferroviario. Come se i problemi, in una Regione come la Toscana, dove Jazz e Swing fanno bella mostra di sé, non siano i tempi di percorrenza (50 chilometri in un’ora e mezzo – tratta Lucca/Firenze; mentre in Lombardia in 35 minuti – tratta Milano/Lecco); i passaggi a livello a raso; e i binari unici.
Ma sorvoliamo sulla gita con Trenitalia – funestata dagli eventi – e sul fatto che, partendo alle 21.00, non si apprezza nemmeno il panorama perché è ormai buio.
Quando si arriva, ci si trova in un non-luogo. Sulla destra si intravede un bosco e l’imbocco di una galleria. Di fronte agli spettatori, qualche albero con appese due altalene, un’aiuola, un tronco. Sulla sinistra, il cartello con la scritta Castagno, località a 500 metri s.m. Potremmo essere ovunque se non fosse per quel cartello.
L’azione scenica non si svolge in stazione o tra i boschi, non vi è nulla di site-specific a giustificare il fatto che ci si trovi qui e non in un parco di Pistoia. Anche i racconti dei personaggi che si incontrano/scontrano in questa stazione fantasma, a parte un paio, non fanno cenni particolari a Castagno e alla vita degli abitanti locali né alla Porrettana. Non si respira, in questi racconti, né l’aria di montagna (perché a parlare non sono, ad esempio, i maestri comacini di Lagacci); né quella della storia (che si sarebbe potuta rievocare se i personaggi, ad esempio, avessero raccontato vicende dal 1864, anno della sua inaugurazione, a oggi).
I protagonisti sono più o meno i soliti. L’ubriaco che rotola; forse uno stupratore (la violenza in stazione era già presente in Ci scusiamo per il disagio ma, in quel caso, era giovanile e di gruppo); il meridionale; la donna innamorata o insoddisfatta; la coppia. Emerge, per originalità, l’uomo che vive attraverso il proprio Avatar (ma non c’entra nulla con Castagno, o la Porrettana, e i riflettori che si accendono sulla coppia di spettatori/attori che si baciano – rimando metaforico alla vita vera – appaiono scontati). Tutti sembrano estensioni dell’incomunicabilità bergmaniana.
Il personaggio fuori dagli schemi è una riproposizione parlante del piccione dello spettacolo precedente. Qui rimanda alla figura del cerusico (per via della maschera) e forse a quella di un folletto del bosco; snocciola frasi nonsense che non hanno la profondità di un Beckett; e chiede a noi, spettatori infreddoliti, cosa siamo andati a fare a Castagno.

Lo spettacolo continua:
Fermata Castagno (linea Pistoia / Porretta Terme)

fino a sabato 23 luglio, ore 21.30 circa
(la partenza è alle 20.45 dalla Stazione Ferroviaria di Pistoia)

Progetto T – anno II
La corsa speciale

uno spettacolo teatrale de Gli Omini
di e con Francesco Rotelli, Francesca Sarteanesi, Giulia Zacchini e Luca Zacchini
Associazione Teatrale Pistoiese Centro di Produzione Teatrale
con il sostegno di Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Regione Toscana

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