È tempo di Zen…o

Sul palcoscenico del Carcano di Milano, Zeno Cosini mette a nudo la sua vita e la sua “coscienza”.

Nello storico Teatro Carcano, mercoledì 16 gennaio, ha debuttato La coscienza di Zeno, nell’ormai storico adattamento di Tullio Kezich. Lo spettacolo in tournée toccherà alcuni tra i maggiori palcoscenici italiani.
La sapiente e accurata regia di Maurizio Scaparro ha ridato voce al protagonista del romanzo di Italo Svevo, Zeno Cosini, che, per smettere di fumare, si affida a uno psicoanalista. A fini terapeutici Zeno Cosini redige per il Dottor S. il resoconto dei fatti principali della sua esistenza passata: gli incerti studi universitari, la morte del padre, la passione per Ada, il matrimonio con Augusta, la tranquilla e agiata vita familiare, l’amante, gli affari, la morte del cognato. Tutti questi eventi, ripensati in tarda età, sembrano avere ormai una mediocre importanza e sono riportati alla luce per definire le origini e le cause della malattia della quale il protagonista pensa di soffrire.
L’allestimento scenico curato sempre da Scaparro si sofferma su due aspetti che caratterizzano Zeno e la sua coscienza: ovvero l’umorismo e il rapporto del personaggio con il tempo. Zeno, interpretato magistralmente da Giuseppe Pambieri, è infatti dotato di una drammaticità umoristica, tanto da risultare buffo e goffo quasi quanto un clown. Gli artifici clowneschi che si possono riconoscere nel protagonista sono, quindi, molteplici, quali l’abitudine di ridere delle cose più serie, il vezzo di suscitare ilarità anche a proprie spese, le innumerevoli distrazioni che gli creano situazioni imbarazzanti, le balordaggini che proferisce,
oltre all’atteggiamento autolesivo che adotta in molti casi. Questo modo di comportarsi induce il padre e Anna, sorella minore della moglie, a considerarlo pazzo, ma in realtà egli è pienamente consapevole delle proprie azioni e delle loro conseguenze.
Zeno, per questa sua natura bizzarra, sembra un uomo totalmente fuori dal mondo ma, al contrario, egli non vive un rapporto difficile con lo spazio bensì con il tempo: testimonianza ne è il fatto che non abbia senso del ritmo oppure che soffra di amnesie, tanto da dover scandire gli eventi più importanti della propria vita attraverso le ultime sigarette che ha fumato. Detta tematica temporale è espressa ottimamente grazie alle scenografie che mostrano grandi orologi a dominare i salotti borghesi e strumenti musicali che suonano note attraverso le quali il tempo è ritmato in modo armonioso. L’ultima scena, infine, ambientata nel 1916, è caratterizzata dai rumori dei bombardamenti che denunciano il periodo storico e che danno vita a una riflessione apocalittica sulla condizione dell’uomo moderno. La conclusione a cui Zeno, infatti, giunge è che ci troviamo in un tempo in cui niente è più naturale: il tempo è ammalato, il linguaggio è ammalato, la vita è ammalata, la coscienza è ammalata, ma è inutile rammaricarsene. Molto meglio è trovare il tragico nel quotidiano e il quotidiano nel tragico.

Lo spettacolo continua:
Teatro Carcano

corso di Porta Romana, 63 – Milan
fino a domenica 3 febbraio
orari: da martedì a sabato, ore 20.30 – domenica, ore 15.30 (lunedì riposo)

La coscienza di Zeno
di Tullio Kezich
dal romanzo di Italo Svevo
regia Maurizio Scaparro
con Giuseppe Pambieri, Enzo Turrin, Giancarlo Condé, Francesco Wolf, Raffaele Sonkovic, Anna Paola Vellaccio, Antonia Renzella, Guenda Goria, Livia Cascarano, Silvia Altrui e Marta Ossoli
scene Lorenzo Cutùli
costumi Carla Ricotti
musiche Giancarlo Chiaramello
produzione Teatro carcano

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