L’acuta domanda della Regina

Una lunga tavola dopo una cena, due uomini, una donna e un tema: che cosa ci è successo nel 2008? Nello spettacolo di Manfridi e Chiarotti una brillante risposta.

Si può parlare della crisi finanziaria del 2008 senza grandi apparati, senza noia e soprattutto senza ingombranti macchine teatrali? Si può far ridere parlando di Borsa? Si può. E il grande merito sia degli autori de La domanda della regina, Giuseppe Manfridi e Guido Chiarotti, sia degli attori, Emanuele Fortunati, Ester Galazzi e Francesco Migliaccio, è di tenere in piedi per quasi un’ora e mezzo una conversazione tra un giovane che “ha perso tutto” per colpa di un crollo di Borsa e un professore di finanza che vede più lumi nella poesia che nella matematica, senza mai far calare la tensione, il divertimento e la riflessione.

Il dialogo e le battute non sono mai banali e Fortunati e Migliaccio li dominano con perfetti tempi teatrali e comici. Brava anche (e stranamente troppo scollata: toglie autorevolezza) Ester Galazzi, in una parte più piccola ma cruciale. La scena funziona: una lunga tavola dopo una cena, a porre il dubbio su che cosa intendiamo per consumo e povertà. La domanda della regina, purtroppo soltanto per una settimana al Franco Parenti di Milano (ma, dal 28 febbraio al 4 marzo al Teatro India di Roma), fa riferimento alla domanda reale che Elisabetta II pose nel novembre 2008 alla London School of Economics dopo aver perso 25 milioni di sterline nel crollo finanziario seguito alla crisi immobiliare statunitense del 2007: «Perché nessuno ha previsto tutto questo?». Le fu risposto per lettera il 22 luglio 2009. Ma non vi raccontiamo che cosa le dissero: lo scoprirete a teatro. E questo sarà il pretesto anche per alcune riflessioni non scontate sul senso del presente e della vita.

Lo spettacolo è stato in scena
Teatro Franco Parenti
, Sala A
Via Pier Lombardo, 14 – Milano
dal 13 al 21 febbraio 2018
Visto il 21 febbraio, h 19,15

La domanda della regina
di Giuseppe Manfridi e Guido Chiarotti
regia Piero Maccarinelli
con Emanuele Fortunati, Ester Galazzi, Francesco Migliaccio
scene e costumi di Andrea Stanisci
musiche di Antonio Di Pofi
luci di Alessandro Macorigh
produzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
(durata: 1 ora e 25 minuti)

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