Quando la solitudine rende egoisti

Giuliana Lojodice apre con una straordinaria lettura del romanzo di Zoë Heller La donna dello scandalo – adattato per l’occasione da Luca De Bei – la XVIII edizione di Garofano Verde – Scenari di teatro Omosessuale.

La XVIII edizione di Garofano verde – scenari di teatro omosessuale inaugura con un reading del romanzo La donna dello scandalo di Zoë Heller. Luca De Bei ne ha curato la realizzazione, intervenendo sul testo per ridurlo nella durata, e chiamando a leggerlo – ma il termine è più che riduttivo – Giuliana Lojodice, coadiuvata da Valentina Capone.

Il romanzo – dal quale è stato tratto anche il film con Judi Dench e Cate Blanchet Diario di uno scandalo (Gran Bretagna, 2006) di Richard Eyre – vede Barbara Covett, un’insegnante prossima alla pensione, raccontare, alla vigilia del processo per abuso di minore contro la giovane collega e amica Sheba Hart, i fatti che hanno portato allo scandalo. Si scopre così come Barbara, attratta da Sheba senza riuscire a dichiararle il suo amore, abbia pensato di usare la confidenza che l’amica le ha fatto sulla sua relazione con un suo studente di quindici anni per denunciarla e metterle contro famiglia e opinione pubblica, illudendosi così di legarla indissolubilmente a sé.

Luca De Bei capovolge la struttura narrativa, e il racconto di Barbara parte non “a scandalo avvenuto” bensì dall’inizio della sua conoscenza con Sheba. Durante il racconto emerge non solo come Barbara sia una donna sola, bisognosa d’amore, con alle spalle una relazione clandestina finita male con una donna più giovane, ma come sia anche una mente brillante e ironica seppure profondamente egoista e incapace di gestire la sua affettività.

Giuliana Lojodice  affronta la lettura del testo con una capacità evocativa impressionante. Ogni frase, per quanto letta e non imparata a memoria, è pronunciata come se lo fosse. Lojodice è Barbara, e usa la pausa, l’espressione del viso, il tono della voce e i movimenti delle braccia per commentare – con un prezioso quanto preciso sottotesto – il racconto in prima persona che va leggendo. Seduta su un alto sgabello, una gamba poggiata a terra, la protagonista tiene gli spettatori in pugno facendoli pendere dalle sue labbra: raramente capita di assistere a uno spettacolo con un pubblico così silenzioso – nessuno tossisce, nessuno si muove, nessuno parla.

Luca De Bei sfrutta pochi elementi teatrali – le luci, qualche musica che sottolinea alcuni momenti topici o che funge da sipario sonoro – per dare alla lettura il maggior respiro possibile.

Accanto a Giuliana Lojodice, su un altro sgabello, anche lei davanti a un leggio, c’è Valentina Capone, che ha l’ingrato compito di dare voce alle poche, pochissime battute di Sheba, costringendola, per esigenze di testo, a una presenza muta per la maggior parte del reading eppure essenziale per una lettura a due voci perfetta ed elegante.

Alla fine il pubblico, entusiasta, non smette di applaudire mentre Giuliana Lojodice racconta la scelta di confrontarsi con l’interpretazione di Judi Dench, saluta un’amica presente in sala che ha contribuito alla riapertura della casa di riposo per attori di Bologna – dove, aggiunge per celia, non è detto che non vada presto anche lei – e il pubblico gode della verve dell’attrice, appena uscita dal personaggio che ha interpretato, per il quale ha parole di comprensione ma anche di critica. Un grandissimo inizio per questa edizione di Garofano Verde.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Belli
Piazza Sant’Apollonia 11/a – Roma
Martedì 7 giugno, ore 21.15

La donna dello scandalo
dal romanzo Diario di uno scandalo di Zoë Heller
a cura di Luca De Bei
con Giuliana Lojodice, Valentina capone

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