La visualizzazione dei sentimenti

franco-parenti-teatro-milano1La fondazione al Teatro Franco Parenti: un eccezionale Ivano Marescotti che emoziona muovendosi tra oggetti immaginari.

Generalmente identifichiamo gli oggetti come qualcosa di concreto, tangibile, visibile mentre conferiamo un certo carattere astratto ai sentimenti e le emozioni. La fondazione – spettacolo in scena al Teatro Franco Parenti per la regia di Valerio Binasco – metterà in crisi questo concetto.

La pièce – ultimo monologo teatrale scritto nel 2004 dal poeta Raffaello Baldini – vede come protagonista un uomo affetto da sillogomania, un disturbo mentale che comporta l’accumulo compulsivo di cose e beni non necessari. Ogni oggetto con cui l’uomo entra in contatto nella sua vita ne diventa come parte integrante. Tuttavia l’ossessiva conservazione del passato attraverso gli oggetti – finanche delle carte delle arance o dei cartoni dei panettoni – porta l’uomo a isolarsi, a rinunciare agli affetti e, in pratica, a non vivere il presente.

Il personaggio è interpretato da un eccezionale Ivano Marescotti – volto noto del cinema e della televisione, capace di emozionare lo spettatore attraverso una recitazione assai personale ed originale. L’attore dà voce a un lungo monologo senza mai guardare il pubblico negli occhi e rivolgendosi a una sorta di interlocutore immaginario; sfrutta la cadenza bolognese e alcuni termini tipici del parlato romagnolo nonché spesso utilizzati dallo stesso attore – come il frequente pataca – per rendere il discorso colloquiale, sincero e genuino; mostra un’aria dimessa ma straordinariamente capace di coinvolgere lo spettatore, pizzicando le corde delle emozioni. Si muove in una scenografia spoglia, costituita da una sorta di salottino in cui l’unico elemento concreto è il divano verde. Tuttavia la stanza è colma di oggetti invisibili e immaginari sparsi per terra, sugli scaffali e sulle mensole, tanto che il protagonista scavalca un ostacolo ogni volta che si alza dal divano, sta attento a come si muove per non schiacciare qualcosa sul pavimento, sposta qualcos’altro, afferra una scatola colma di tappi e così via. Le parole dell’attore sono accompagnate solo raramente dalla musica, ma le poche note di pianoforte che risuonano intervengono nei giusti momenti e sono in grado di dare intensità allo spettacolo.

Partendo da una prima parte più spensierata e divertente (da gustare il discorso col pataca circa la reincarnazione), si muove verso una maggiore malinconia che nasconde, dietro l’apparente serenità del protagonista, i drammi di una vita.

Marescotti offre un’interpretazione dolce, nostalgica, malinconica, triste, ma senza perdere mai il sorriso e mantenendo costante una certa atmosfera di pace. Riesce – anche senza musica, scenografia, coprotagonisti – a dare vita a uno spettacolo intenso, toccante, emozionante. Tra oggetti immaginari e sentimenti chiaramente visibili e condivisibili, ci si interroga su cosa rimane di una vita: cose, persone, parole o emozioni?

Indimenticabile.

Lo spettacolo continua
Teatro Franco Parenti
Via Pier Lombardo 14, Milano
Fino al 16 febbraio
Martedì, giovedì, venerdì, sabato ore 20.30; mercoledì ore 19.45; domenica ore 15.45.
 
LA FONDAZIONE
di Raffaello Baldini
con Ivano Marescotti
regia Valerio Binasco
Produzione Nuova Scena – Arena del Sole
Teatro Stabile di Bologna
 

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