L’occasione giusta per assistere a un grande spettacolo

“Ogni lasciata è persa” per i pescaresi. Sabato 21 gennaio, presso l’Auditorium Flaiano, è andata in scena un’interessante versione del testo di Alan Bennett, interpretata e diretta da Licia Maglietta – insieme a Nicoletta Maragno.

Conosciuta ai più per l’interpretazione cinematografica in Pane e tulipani, in cui interpreta, per ironia della sorte, una pescarese in fuga dalla propria città alla volta di una più romantica Venezia, Licia Maglietta torna a casa riportando a teatro la sua lettura di La grande occasione.
L’opera è di Alan Bennett (1934), un drammaturgo inglese che ha raggiunto una buona fama sia con la sceneggiatura de La pazzia di Re Giorgio (The Madness of George III, 1996), diretto da Nicholas Hytner, sia con la commedia The History Boys (2004) che ha vinto sei Tony Award e dalla quale, nel 2006, lo stesso Nicholas Hytner ha tratto un film. Alcune delle sue produzioni più efficaci sono state raccolte nel volume Talking Heads (1992), che riunisce alcuni monologhi trasmessi nel corso degli anni Novanta.

La Maglietta, in veste di regista oltre che di interprete, ha composto lo spettacolo mettendo insieme due monologhi – che fanno parte dei dodici pezzi scritti dall’autore britannico per la Bbc: Un letto fra le lenticchie e La grande occasione.

In scena due donne, che si ritrovano in una grande cappella di una chiesa, dove si confidano più che confessano con un Cristo del quale intravediamo solo dei grandi piedi. L’una accanto all’altra, sembrano non interagire tra loro. In questo modo si susseguono i due monologhi, che creano un dialogo privo di ascoltatore. Due confessioni senza un confessore di due donne che appaiono dapprima molto diverse: Susan – interpretata da Maglietta – è la moglie di un vicario, mentre Lesley è un’attricetta che finisce a letto con gli uomini che le concedono una parte. Sembrano due figure appartenenti a mondi radicalmente opposti, ma in realtà sono molte le cose che le accomunano. In primis lo spazio che le circonda: la chiesa – che le unisce nella vita quotidiana. Come succede a teatro o al cinema, anche in chiesa il pubblico è parte attiva, giudica e critica la moglie del vicario e ama quest’ultimo come fosse un attore. Le protagoniste, l’una inconsapevolmente, l’altra con piena lucidità, si sentono giudicate, osservate e condizionate dal loro rispettivo pubblico, e ne denunciano con ironia le conseguenze nelle loro vite. Susan con disincanto, l’altra – Lesley – con maggiore leggerezza.
La solitudine è l’altro punto in comune tra le due donne: si tratta di due forme di lonelyness che sommano altrettanti fallimenti: la moglie del vicario, che non ha mai creduto realmente in Dio e si rifugia in una storia con un commerciante dal quale si fornisce di alcool, e l’attrice che crede di essere ciò che non è né è mai stata. Le loro componenti emotive si intrecciano e sono alimentate da una sottile ironia grazie alla bravura delle interpreti. E se lo spessore attorale di Maglietta è fuori discussione, la piacevole sorpresa è Nicoletta Maragno, capace di modificare la propria dialettica con incursioni dialettali e gergali.

Ancora una volta la scommessa del Teatro Immediato è stata vinta: la stagione teatrale 2011- 2012, diretta da Edoardo Oliva, si conferma offerta indipendente e di grande valore qualitativo per la città. Seguirla è una “grande occasione”.

Lo spettacolo è andato in scena:
Auditorium Flaiano
Lungomare C. Colombo, 120 – Pescara
sabato 21 gennaio, ore 21.00

La grande occasione
di Alan Bennett
regia Licia Maglietta
con Licia Maglietta e Nicoletta Maragno
luci Cesare Accetta
(durata: un’ora e 20 minuti)

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