Abbagliati dalle illusioni

Al Teatro Quirino in scena una commedia ironica per raccontare la fine delle illusioni. Per la prima volta in Italia La lampadina galleggiante, pièce scritta da Woody Allen nel 1981

È la messa in scena della sconfitta delle illusioni la pièce teatrale La lampadina galleggiante (The Floating Light Bulb), scritta da Woody Allen nel 1981, rappresentata per la prima volta in Italia in questi giorni. Sul palco del Teatro Quirino il regista Armando Pugliese fa muovere i personaggi nella periferia povera della New York degli anni Cinquanta come in un “basso” dei quartieri popolari di Napoli, un vezzo mutuato dal teatro di Eduardo De Filippo. In una scenografia che è simbolo tangibile del logoramento dei rapporti tra i personaggi, sullo sfondo di un matrimonio alla deriva, i protagonisti sembrano vivere di illusioni: il marito (Mimmo Mancini) sogna di vincere alla lotteria e di fuggire con l’amante, ma intanto sbarca il lunario come può; la moglie (Mariangela D’Abbraccio) vive nel ricordo di quando ragazzina desiderava diventare ballerina e spinge il figlio Paul (un promettente Emanuele Sgroi), aspirante prestigiatore, a tentare la carriera dello spettacolo; l’altro figlio Steven (Luca Buccarello) si ribella alla condizione familiare, cimentandosi in precoci atti da bullo; l’impresario (Fulvio Falzarano) spera in un miglioramento professionale e l’amante (Barbara Giordano) vagheggia il riscatto da una vita grama.
Nel personaggio di Paul Allen concentra il significato simbolico del testo, affidandogli la scena iniziale e finale, in cui fa galleggiare nell’aria una lampadina illuminata. L’ossessione del ragazzo a esercitarsi nei trucchi di magia nel chiuso della sua stanza è simbolo del desiderio in cui spesso gli uomini tendono a chiudersi per sfuggire alla disillusione che, prima o poi, raggiunge chiunque nella vita. Le aspettative tradite e la mancata accettazione di tale condizione mette i personaggi l’uno contro l’altro.
Allen mostra ancora una volta versatile abilità nelle commedie di introspezione psicologica, ma in questa c’è anche una sconsolata ironia. «In questa storia triste e squallida» ha dichiarato Pugliese in conferenza stampa «la protagonista è vittima e carnefice: il suo è un fallimento come donna, come madre e come moglie. Allen eleva questo fallimento, la disperazione dei personaggi, a uno stato poetico». Con soddisfazione il regista mette in scena un testo che lo intrigò circa dieci anni fa, quando l’amico e attore Gianfelice Imparato glielo sottopose per una rappresentazione.
Buona la prova d’attrice di Mariangela D’Abbraccio, che in tempi record ha sostituito Giuliana De Sio, in convalescenza (causa dello slittamento della prima rappresentazione dell’opera). In conferenza stampa il produttore Orazio Torrisi ha voluto dare la sua versione sull’accaduto e sulla diatriba, pubblicata da giornali, siti internet e social network, tra la produzione e l’attrice. La De Sio aveva dichiarato di non essere stata informata della sua sostituzione e di aver ricevuto lettere di minaccia da Torrisi, accuse da lui smentite.

Lo spettacolo continua:
Teatro Quirino Vittorio Gassman
via Delle Vergini, 7 – Roma
fino a domenica 29 gennaio
orari: da martedì a sabato ore 20.45, mercoledì 18 e 25 gennaio ore 16.45, domenica ore 16.45

Teatro della Città presenta
La lampadina galleggiante
di Woody Allen
regia Armando Pugliese
con Mariangela D’Abbraccio, Fulvio Falzarano, Mimmo Mancini, Barbara Giordano, Emanuele Sgroi, Luca Buccarello
scene Andrea Taddei
costumi Silvia Polidori
cisegno luci Valerio Tiberi

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