L’inquisitore ha i minuti contati

All’Elfo Puccini di Milano una pièce tratta dai Fratelli Karamazov. A salvarla, solo il virtuosismo di Umberto Orsini e le parole superstiti di Dostoevsky.

La leggenda del grande Inquisitore è il titolo non solo dello spettacolo portato in scena dalla Compagnia Orsini, ma anche di un celebre saggio di Vasilij Vasil’evič Rozanov che sottolineava il messaggio universale di Dostoevsky e che parla del capitolo del capolavoro russo intitolato appunto Il Grande inquisitore. Però non basta un titolo né a far diventare pop uno spettacolo, né a giustificare il maltrattamento di un classico come i Fratelli Karamazov di Fedor Dostoevsky. La drammaturgia porta tre firme: quelle dei due interpreti, Umberto Orsini e Leonardo Capuano. E quella del regista, Pietro Babina. Il risultato è pressoché incomprensibile nella prima parte. Prende tutta un’altra forza nel monologo finale di Umberto Orsini che, nei panni del vecchissimo Inquisitore, ricondanna a morte Gesù. Perfino questa straordinaria prova d’artista è resa però meno credibile dal fatto che l’Inquisitore, anziché vivere nella Spagna tardo quattrocentesca, come aveva immaginato lo scrittore, partecipa a un Ted, ossia a una delle conferenze che si tengono in giro per il mondo per diffondere nuovi progetti. Qual è il nesso tra le Ideas worth spreading e il discorso lucido e terribile che l’Inquisitore fa a Gesù? E che c’entra il prelato che appare alla fine del discorso dell’Inquisitore e che sostituisce il bacio, ambiguo e fondamentale, che Gesù, rimasto in silenzio, stampa sulle labbra esangui del vecchio secondo Dostoevsky? In ogni caso la parte più debole dello spettacolo è il primo quarto d’ora: Orsini e Capuano mimano senza parole, in una stanza a metà strada tra una prigione e un bunker, il dialogo che subito dopo recitano, nel secondo quarto d’ora, con gli stessi gesti. Il pubblico, che pure alla prima ha applaudito entusiasta alla fine della pièce, è rimasto a lungo perplesso. Il tutto era piuttosto noioso. La scritta in neon “Fede” che dominava la scena era perfino naif. Va dato comunque merito a Orsini di non aver mai paura di sperimentare.

Lo spettacolo è stato in scena:
Teatro Elfo Puccini

Sala Shakespeare
Corso Buenos Aires 33 – Milano
dal 2 al 7 dicembre 2014

La leggenda del grande inquisitore
dai Fratelli Karamazov di Fedor Dostoevsky
drammaturgia di Pietro Babina, Leonardo Capuano e Umberto Orsini
regia di Pietro Babina
con Umberto Orsini e Leonardo Capuano
scene di Federico Babina, Pietro Babina
costumi di Gianluca Sbicca
musiche di Alberto Fiori
sound Design di Alessandro Saviozzi
video Effects di Miguel D’Errico
produzione della Compagnia Orsini e del Teatro della Pergola
(durata: 90 minuti)

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