La meraviglia del teatro

La Lettera è uno di quegli spettacoli che si possono rivedere anche quattro, cinque volte, e ogni volta divertirsi come fosse la prima – perché anche Paolo Nani dal 1992 si diverte ogni volta, e lo riporta anche quest’anno sul palco del Teatro Filodrammatici di Milano, regalando inoltre, per due sole repliche, la magia di Jekyll on Ice, in prima nazionale.

La scena durerebbe un minuto e mezzo: un uomo entra, si siede a un tavolo, si versa un bicchiere di vino, lo sputa, scrive una lettera, la imbusta, fa per uscire ma si accorge che la penna non scriveva, e la “lettera” è ancora un foglio bianco. Come negli Esercizi di Stile di Queneau questo semplice tema dà vita a infinite variazioni: quindici quelle che vediamo (all’indietro, con sorprese, senza mani, horror, due azioni alla volta, ecc), innumerevoli quelle che possiamo immaginare.

Oltre alla poesia, la raffinata precisione e l’efficacia di uno spettacolo e un attore che hanno alle spalle tanta storia quanta freschezza, ciò che c’è di incredibile è il pubblico: tanti, tantissimi, sono ragazzini, e si ride, tutti, della maestria di Nani, presi da una comicità genuina e senza malizia, fisica ed elegante, intelligente ma non cerebrale. Una comicità che parrebbe passata e invece non ha tempo, di suoni e mani capaci di creare oggetti e situazioni invisibili fino a renderli concreti, e meravigliare qualsiasi generazione, senza differenza di immaginario, trascendendo ere analogiche o digitali.

A portarli a teatro, tutti questi ragazzini, non sono le scuole, purtroppo, ma i genitori, per fortuna. L’atmosfera che si crea è di fascinazione e coinvolgimento, c’è chi commenta ad alta voce e chi esclama sonoramente – il clima di condivisione lo permette –, mentre qualche neofita intima a qualche veterano di “non spoilerare la prossima scena!” e la sensazione è che tutti questi nativi digitali almeno per stasera ameranno il teatro.

Nani regala il bis e poi si prende una mezz’ora di pausa, di cambio costume, e inizia il secondo spettacolo, Jekyll on ice, una chicca nuova forse per tutti, che lo vede nei panni di un clown-gelataio con tanto di carretto. Coinvolge il pubblico, invita sul palco i più giovani per offrir loro il gelato, e gli adulti perché lo paghino. Nel tentativo di creare un “gelato quantico” inventa qualcosa, potremmo dire una droga, forse un allucinogeno, che lo trasforma in un cantante, modifica la voce, rende esplosiva l’immaginazione: e così ci troviamo davanti a una pompa capace di soffiare 2000 litri d’aria al minuto, e dunque palloncini giganti sparati verso il pubblico, che sgonfiandosi violentemente generano danze e vortici colorati e psichedelici sopra le bocche spalancate degli spettatori. Nel mentre un immenso pallone blu – questa volta ben chiuso – galleggia nell’aria, spostato dalla pressione delle dita di attore e pubblico, a tratti si avvicina pericolosamente al calore dei fari e infine fragorosamente esplode. La magia sembra chiudersi con la performance di una band tirata su dalla platea che impugna strumenti musicali immateriali, ma non è così: Nani scende dal palco, fa segno di seguirlo, ci si alza tutti, si raggiunge il clown Jekill al bar del teatro e ci si mette in fila – tutti – davanti al carretto dei gelati.

Lo spettacolo è andato in scena
Teatro Filodrammatici

via Filodrammatici 1, 20121 Milano
La Lettera
dal 12 al 18 dicembre, lunedì, martedì giovedì e sabato 21.00, mercoledì e venerdì 19.30, domenica 16.00
Jekyll on ice
mercoledì 14 e venerdì 16 dicembre 21.15

Teatro Filodrammatici di Milano presenta
La lettera e Jekyll on ice
regia di Nullo Facchini
con Paolo Nani

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