Diamante grezzo

teatro-dell-orologio-romaChiude la settima edizione di EXIT – Rassegna per le emergenze teatrali, La luce dai tuoi occhi, messa in scena ispirata a Processo a Dio dello scrittore romeno, naturalizzato statunitense, di cultura ebraica e lingua francese, Elie Wiesel.

Ambientato nella festività ebraica di Purim, il Carnevale ebraico, lo spettacolo di Abraxa sviluppa quello che è il marchio di fabbrica dello storico collettivo guidato da Emilio Genazzini, ovvero, l’intreccio della componente biografica della compagnia con quella prettamente metateatrale.

Più che un intreccio, la ricerca di una fusione finalizzata – nel caso de La luce dai tuoi occhi – a impreziosire tanto un canovaccio altrimenti semplice e diretto, quanto un incedere a tratti didascalico e lineare, anche attraverso il tentativo – non del tutto riuscito – di proporre una ambientazione visionaria di questa vicenda centrata sulle dinamiche esistenziali di tre attori incaricati di rappresentare uno spettacolo per capire perché Dio abbia dato «agli assassini la forza e alle vittime le lacrime, l’impotenza e la vergogna».

Con la regia sembrata fragile nell’impostare forzatamente la recitazione a prossemica, la drammaturgia declinata su una non adeguata prolissità vocale e le belle presenze scenice (in particolare nel caso di una deliziosa Sara Chirico) incapaci di ottenere sempre l’ambito impatto visivo, la messa in scena è apparsa nel suo complesso lontana da un compiuto formalismo.

Tuttavia, richiamarsi all’esperienza di Abraxa potrà offrire una ulteriore chiave d’interpretazione di La luce dai tuoi occhi, probabilmente decisiva per poter apprezzare fin da subito un allestimento che ancora necessita di raggiungere omogeneità e di limare esagerazioni interpretative, affinando geometrie e tecnicismi vari (dal disegno luci alle armonie sonore).

Appoggiandosi alla contemporaneità e provocando una distorsione visiva, La luce dai tuoi occhi ambisce, infatti, a formulare una rinnovata lettura della realtà che possa mettere in crisi le categorie dominanti e, così facendo, concedere un’esperienza relazionale integrale (non solo culturale) a ogni astante.

Un intento grandioso, oggi palesemente temerario considerandone l’attuale stato dell’arte (più vicino a uno studio che a una versione definitiva) e, soprattutto, se visto con gli occhi di chi si erge a custode di chissà quale canone di genere. Di chi lancia anatemi figli di una autoreferenzialità che mortifica tanto il pubblico, quanto il teatro, e che, probabilmente e purtroppo, ricercando una perfezione ideale ha perso ogni sana curiosità. Come quella di scorgere il poetico anche in spettacoli (come La luce dai tuoi occhi) che, lungi dal rasentare una qualche forma di eccellenza, sono capaci di dialogare con gioia attraverso un linguaggio limpido e senza ipocrisie.

Forse ingenuo e ideologicamente di parte. Certamente non un capolavoro. Tuttavia, splendidamente spontaneo e per questo, se superate le lacune sopradette, da riscoprire ancora una volta.

Lo spettacolo è andato in scena all’interno di EXIT – Rassegna per le emergenze teatrali:
Teatro dell’Orologio

Via De’ Filippini 17/a – Roma
13 e 14 dicembre
sabato ore 21.00, domenica ore 17.30

Compagnia Abraxa presenta
La luce dai tuoi occhi. Processo a Dio
scritto e diretto da Emilio Genazzini
con Sara Chirico, Massimo Grippa e Paola Morini
scenografia Emilio Gennazzini
disegno luci Massimo Grippa
costumi Matilde Guiducci
maschere Sara Chirico
musiche dal vivo Massimo Grippa
selezione musicale Emilio Genazzini
consulenza drammaturgica Clelia Falletti
scrittura scenica Abraxa Teatro

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