Il teatro che spiazza

Sul palco dell’Arena del Sole di Bologna arriva La maladie de la mort, spettacolo programmato in collaborazione con la Francia in Scena, stagione artistica dell’Institut français Italia, Ambasciata di Francia in Italia.

Un uomo, una giovane donna, una camera d’albergo in cui avviene di tutto. La cornice che fa da sfondo a La maladie de la mort è un quadro scenico strutturato come il set di un film. Liberamente ispirato al racconto di Marguerite Duras, adattato da Alice Birch per la regia di Katie Mitchell, lo spettacolo narra una serie di incontri intimi, personali e per certi versi spiazzanti tra un uomo e una donna in una camera d’albergo. Molto interessante l’ambientazione, come spiega la stessa regista. «Un essere umano non ha mai la possibilità di sperimentare tre punti di vista contemporaneamente. In questo spettacolo, sarà possibile».
Ed ecco che gli “artifici” teatrali dati da scenografie e luci scompaiono per far posto a un vero e proprio set cinematografico in una camera d’albergo intorno alla quale si muovono tecnici del suono, cameramen e montatori per restituire sullo schermo soprastante le immagini raffiguranti la vicenda che si svolge sotto gli occhi degli spettatori. Live cinema performance: questo il nome della tecnica che permette di cogliere ogni minimo dettaglio in scena, dallo sguardo degli attori al loro più piccolo movimento, in una triade di punti di vista che arricchiscono di sfumature la drammaturgia. Corollario dell’impianto scenico il raccontoe di Jasmine Trinca, chiusa in una piccola cabina di registrazione a vista, nell’intercalare sonoro tra i discorsi diretti dei due protagonisti.
Più che la vicenda e il testo in senso stretto, è originale la realizzazione scenica: gli spettatori sono dei voyeur, spiano nell’intimità degli incontri (anche a sfondo sessuale) che avvengono tra i due protagonisti, testimoni oculari di riflessioni, scontri, scambi di frammenti di vita che si ripetono. I punti di vista da cui si osserva lo spettacolo sono tre: uno neutro e oggettivo che coglie i fatti nella loro realtà, quello dell’uomo di fronte al corpo della donna, infine quello della donna rispetto al corpo dell’uomo. Questa triplice visione consente empatia ora con l’uno ora con l’altro, in un vortice drammaturgico che scaturisce da un’incolmabile differenza tra i due: l’impossibilità di amare, ovvero la maladie de la mort.
La malattia della morte, a cui non c’è rimedio e da cui non si può scappare, è il centro focale dello spettacolo, il punto di non ritorno ed è anche per questo che il contesto in cui è inserito si rivela perfetto. Alla fine dello spettacolo si rimane con l’amaro in bocca, com’è giusto che sia.

Lo spettacolo è andato in scena
Arena del Sole di Bologna
Via dell’Indipendenza, 44
da martedì 13 novembre a venerdì 16 novembre alle ore 21.00

La maladie de la mort
liberamente adattato dal racconto di Marguerite Duras
regia Katie Mitchell
adattamento Alice Birch
con Laetitia Dosch, Nick Fletcher, Jasmine Trinca
collaborazione alla regia Lily McLeish
regia video Grant Gee
scene e costumi Alex Eales
musiche Paul Clark
sound design Donato Wharton
video design Ingi Bekk
collaboratore video design Ellie Tomphson
luci Antony Doran
Produzione C.I.C.T-Théatre des Bouffes du Nord
Coproduttori associati Les Théatre de la Ville de Luxembourg; Théatre de la Ville-Paris; Le Théatre de Liège

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