Al Teatro della Cooperativa, Maria Paiato mostra la forza del teatro.

All’entrata in sala ci si accorge subito di qualcosa di strano: una sola attrice, palco vuoto, nessuna scenografia, nessun dipinto, solo una sedia e tre lampadine. Ci sono tutti gli elementi per pensare a uno spettacolo monotono, noioso e desolante. In realtà si assiste a qualcosa di atipico, a un monologo dalla riuscita eccezionale, unica, quasi inimitabile.

Maria Zanella, vittima dell’alluvione del Polesine del 1951, si confessa a scena aperta e in poco più di un’ora, partendo dal presente, si racconta. Ci immerge, quindi, in un incredibile viaggio che ci porta a esplorare la sua vita tra ricordi (in primis quello dell’alluvione e dell’indimenticata mamma morta sei mesi prima), paure (quella di perdere la casa), angosce (riguardo al suo futuro), fantasie, relazioni (quelle con la sorella Luciana), attenzioni ai particolari (inutili e non), pregiudizi, dicerie da paese e quant’altro.

Quello che emerge, quindi, è il dramma della sua vita il cui finale sarà tragico, a causa della disperazione e della pazzia. Ma non si deve trascurare il lato ironico e divertente del personaggio: tra imitazioni di compaesani, battute e sguardi, si ride molto, soprattutto nella prima parte. Il coinvolgimento è incredibilmente forte, tanto è vero che, con la sua sedia, nel corso della pièce, il personaggio si avvicina sempre più al pubblico. La scena è molto buia e le poche luci avvolgono la protagonista intensificandone i sentimenti e proiettando la sua ombra sul fondo e ai lati del palco.

Si assiste a una confessione divertente, drammatica, intensa, trascinante, che arriva a dissolvere il confine tra realtà e fantasia, amore e odio, gioia e dolore, bene e male. E il merito va in gran parte all’attrice, Maria Paiato, la cui interpretazione è eccezionale: gioca con le parole, col dialetto lombardo, coi modi di dire paesani, con la mimica facciale e le sue infinte espressioni con le quali riesce a trasmettere qualsiasi sentimento umano. Da standing ovation.

La sensazione è che, seduti in poltrona, ci si trovi di fronte a Maria Zanella, non a Maria Paiato; e questo è il concetto su cui si fonda il teatro e che, troppo spesso, molti attori sembrano dimenticare.
La sensazione iniziale viene, quindi, ribaltata grazie alla sola abilità dell’attrice. Maria Paiato mostra la potenza del teatro e quello che la parola, da sola, senza nessun’altro elemento, riesce a evocare.

Lo spettacolo è andato in scena:
martedì 26 gennaio ore 20.45
Teatro della Cooperativa
via Hermada 8 – Milano

La Maria Zanella
di Sergio Pierattini
regia Maurizio Panici
con Maria Paiato
costumi Sandra Cardini
luci Sara Pascale

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.