Eterni ritorni

La Mer, di Virgilio Sieni, torna sul palco nel luogo di residenza della sua Compagnia, ai Cantieri Goldonetta (CANGO) di Firenze.

Il lavoro, che si inserisce all’interno dello studio sul gesto e sul movimento corporeo del coreografo fiorentino, in questo caso propone l’indagine sul corpo umano nelle sue diverse età – prendendo a riferimento il mare come entità complessa, composta da molteplici forze.
E come molteplici oggetti seguono un’unica corrente, un unico flusso, in scena si hanno due gruppi di donne – dalle giovani alle anziane – che rappresentano il loro corpo e la loro capacità di muoversi secondo l’età e l’esperienza. Ma è proprio la prima, in particolare, a essere messa in gioco, e raccontata attraverso il corpo. Evitando di puntare su handicap o difficoltà motorie, e utilizzando al contrario una forma di danza declinata in due modalità.
Un dualismo che si rispecchia nei due gruppi di donne, di età diverse, con modi, temperamenti, energie del tutto particolari; e, ancora, due modi diversi di suonare con il proprio corpo la stessa partitura, quella de La mer di Claude Debussy.
Come afferma il coreografo-regista, è uno spettacolo che rappresenta “il miracolo delle nostre articolazioni”. E la performance precede secondo la regressione dell’età, ma con la progressione delle capacità corporee.
Il primo gruppo è formato da sei signore mature, le quali costruiscono pian piano una struttura coreografica ispirata al movimento marino, seguendo la musica. Partitura debussiana, potremmo riassumere, su cui si innestano rimandi dell’idea di mare. Ed è così che viene costruita la coreografia, con movimenti principalmente articolari. Il primo gruppo di donne, le più mature e le più “calme”, eseguono movimenti simili, che sembrano rimandare alle onde che si infrangono a riva. Qualcuna pare guidare e prendere il comando, ma in verità, c’è una linea comune che tutte seguono, seppur in autonomia. Questa non totale autonomia traspare anche dall’abbigliamento. Ogi performer è vestita in modo diverso, ma ciascun outfit richiama quello dell’altra.
Il secondo gruppo è quello delle giovani, ossia sei danzatrici, seminude, con i loro muscoli in primo piano, che ripropongono e ricostruiscono lo stesso scheletro coreografico del primo gruppo, con dinamiche molto simili, ma in modo diverso, ovviamente più articolato e più atletico. Un movimento dotato della medesima anima, ridisegnato a seconda delle articolazioni e dei muscoli utilizzati, differenti per età e/o fisiologia. Ogni danzatrice è stimolo per l’altra, e questo dà luogo a un rincorrersi di movimenti, talvolta reinterpretati, ma accomunati da un equilibrio interno al gruppo, come accade alle onde marine che seguono la corrente per arrivare a riva – in una continua variazione, perpetua nella sua inafferrabilità ma sempre affascinante.

Lo spettacolo è andato in scena:
Cango – Cantieri Goldonetta

via Santa Maria, 25 – Santo Spirito – Firenze (FI)
giovedì 16 marzo, ore 21.00

La Mer
regia e coreografia Virgilio Sieni
assistente alla coreografia Giulia Mureddu
musiche Claude Debussy
danzatrici: Claudia Caldarano, Luna Cenere, Luisa Cortesi, Marina Giovannini, Lisa Lbatut e Giulia Mureddu
altre interpreti: Marisa Agostini, Elisabetta Baglioni, Dina Berni, Dagmar Lorenz, Anna Stefani e Ilaria Tocchi
produzione Ravello Festival, LuganoinScena, Compagnia Virgilio Sieni

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