Signore e signori il monologo è servito

Un testo di estrema seduzione affabulatoria che molto deve alla sua interprete Silvia Gallerano capace di restituire con semplicità e immediatezza un personaggio ad alto tasso di performance.

Nuda, su di un ripiano rialzato che la fa sembrare minuta, microfono alla mano, seni generosi e corpo armonioso, una giovane donna canticchia, modula suoni, delle intenzioni di parole, subito rientrate e rimaste suoni incomprensibili. La donna non si cura del pubblico che entra in sala, anche se ne percepisce la presenza. Poi, mentre le luci si spengono, la giovane si rivolge direttamente alla platea col commento «Ci vuole coraggio. Non è mica facile».

Non sta parlando l’interprete, commentando la propria nudità. È il personaggio che parla raccontandoci subito del padre morto suicida quando aveva tredici anni. È al suo salto tra i binari che si riferisce il commento «non è facile». Calma, lucida, senza dubbio alcuno sul modo con cui si spiega e ci spiega quanto le capita, la giovane rende conto al pubblico di un problema di adiposità alle cosce e proclama, senza falsi pudori, un desiderio di fama vissuto come riscatto riparatore per le vicissitudini trascorse.
Sviluppato intorno a tre nuclei tematici, che suddividono il monologo in tre parti, alle quali fa da contraltare la retorica patriottica appresa dal padre e subito assunta come metro di distinzione, la giovane protagonista de La merda commenta e racconta una cura invasiva subita per diminuire la dimensione delle cosce; descrive il primo contatto sessuale con un compagno delle medie, portatore di handicap, e gli sforzi per passare un provino per la parte di una ragazza grassa.
Man mano che il suo racconto procede è evidente al pubblico molto più che a lei stessa la trama di un potere gestito e subìto, del quale la protagonista percepisce solamente le reazioni del proprio corpo nelle sue funzioni fisiologiche e nella sua costruzione come immagine sociale, vera e propria interfaccia che la collega col mondo che la circonda e la vessa. Un corpo usato d’istinto con la sprovvedutezza e la naïveté di chi non ha ancora gli strumenti cognitivi, prima ancora che culturali e sociali, per “portarlo” nella società.

Un corpo del quale non rifiuta nulla, nemmeno il prodotto delle funzioni corporali, quando, in un ultimo disperato tentativo di ingrassare per il provino, mangia letteralmente il prodotto della deiezione cui si riferisce esplicitamente il titolo.
Una metafora per uno dei nodi centrali della cultura umana, in senso antropologico, l’aspetto “concreto” dell’uso simbolico dei concetti che adoperiamo per interagire col mondo oltre, beninteso, a un giudizio espresso sulla nostra contemporaneità mediatica.

Quello di Cristian Ceresoli è un monologo di difficile interpretazione e Silvia Gallerano lo esegue con una bravura sorprendente.
Gallerano ricrea voci, inflessioni, tic verbali delle persone che il suo personaggio racconta di aver incontrato, forse indulgendo un po’ sul luogo comune di certe caratterizzazioni – l’incedere distorto della voce dell’handicappato, l’inflessione regionale della signora che cerca di farle dimagrire le cosce, quella della segretaria per il provino – che registicamente possono risultare facili e prevedibili ma non per questo sono meno difficili da eseguire.
Così come infastidisce un commento che la protagonista fa, sulle prestazioni sessuali cui tutte le donne che hanno raggiunto una posizione di potere devono essersi concesse. Una notazione ideologica (maschilista) che crediamo sia più dell’autore che del personaggio, visto che nel resto di tutto il monologo la protagonista è scevra da (pre)giudizi di sorta.
Un piccolo neo in un monologo estremamente seducente.
Dopo il passaggio alla sesta edizione di Teatri di VetroLa merda andrà in scena venerdì 1 Giugno al Teatro Valle occupato.

Altre recensioni:
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Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Palladium
piazza Bartolomeo Romano, 8 – Roma
venerdì 25 maggio, ore 23.00

Cristian Ceresoli, Marta Ceresoli presentano
La merda
di Cristian Ceresoli
con Silvia Gallerano
lighting design advice Alessio Rongione
technical director Inti Nilam
producer Frodo McDaniel
executive director Marta Ceresoli
acting director Silvia Gallerano
dedicata ai 150 Anni dell’Unità d’Italia
con il contributo di Italian Cultural Institute of Lybia

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