Rock’n’mole

Quando calano le tenebre non c’è momento migliore per addentrarsi nel sottosuolo di Santarcangelo e scoprire l’antropomorfo mondo di Caveland, patria meravigliosa e inesplorata delle talpe di Philippe Quesne.

Nelle sue esplorazioni al centro della terra, Jules Verne deve aver preso la strada sbagliata, perché non ha mai avuto modo di imbattersi in una scritta tutta sbavata che recita: Welcome to Caveland. Se lo avesse fatto, forse non sarebbe mai arrivato a destinazione, visto lo stile di vita dei suoi abitanti. Si comincia la giornata lavorando: piccone alla zampa e coda in spalla. In una prima, lentissima, mezz’ora, le talpe devastano con meticolosità tutto ciò che le circonda, riposandosi laddove necessario e divertendosi a più non posso.

La loro esistenza nel sottosuolo viene analizzata con profusione di dettagli ne La nuit des taupes (a cui seguirà un après-midi novembrino per chi ancora avesse delle curiosità sulle abitudini quotidiane dei talpidi), creando «uno spazio vivente e utopico in cui il sonno è la premessa al risveglio delle coscienze e il mito filosofico platonico è l’origine profonda dell’immaginazione poetica collettiva». Da questa caverna pantocratrice, infatti, fuoriescono animali antropomorfi tanto per fattezze quanto per impulsi e necessità che dipingono davanti al pubblico un mondo non troppo diverso dal nostro.

Anche qui ci sono le morti bianche sul lavoro, i parti e gli amplessi, gli sfoghi artistici e l’intrattenimento volto ad allietare una vita nell’oscurità più totale. Anche qui si prega prima dei pasti (a base di vermi) e ci si sollazza a stomaco pieno (con rutto di apprezzamento canonico). Il mondo allegorico intagliato da Quesne è immaginifico perché estremamente allegorico. Alle scenografie strabordanti si affiancano costumi di scena colossali che non impediscono certo agli interpreti di vivere, lavorare e svagarsi nella terra delle grotte.

Per novemanta minuti ci si ritrova quindi a osservare un’esistenza dalla prospettiva ribaltata, ridendo a crepapelle ma anche annoiandosi un po’ per la ripetitività di certe azioni vuote, banali, bislacche e tremendamente umane. Il contesto ecosofico (in cui l’Uomo è visto come parte del Tutto, e non come pinnacolo del regno animale) viene poi accentuato da un accompagnamento new wave degno dei migliori Talking Heads, con tanto di theremin e rave finale (che continuerà nella piazza Ganganelli, featuring La Taupe) a chiosare una performance decisamente sui generis che poteva debuttare sul territorio italiano solamente all’interno del Festival Internazionale del Teatro in Piazza, dove il sonno della ragione non genera mostri, ma modalità di conoscenza, operando «una assoluta interruzione del furto di tempo portato avanti dal capitalismo».

Lo spettacolo è ancora in scena all’interno del Festival internazionale del teatro in piazza di Santarcangelo
ITSE Molari

via Orsini 19
domenica 10 e lunedì 11 luglio
ore 21.30

Philippe Quesne presenta
La nuit des taupes (Welcome to Caveland!)
con Yvan Clédat, Jean-Charles Dumay, Léo Gobin, Erwan Ha Kyoon Larher, Sébastien Jacobs, Thomas Suire, Gaëtan Vourc’h
costumi Corine Petitpierre con la collaborazione di Anne Tesson
collaborazione alla drammaturgia Léo Gobin, Lancelot Hamelin, Ismael Jude, Smaranda Olcese
collaborazioni artistiche e tecniche Marc Chevillon, Yvan Clédat, Elodie Dauguet, Abigail Fowler, Thomas Laigle
squadra tecnica Nanterre-Amandiers Patrick Bonnerau, Joachim Fosset, Alain Gravier, Pauline Jakobiak, Jean-Chrisophe Soussi
scenografia Ateliers de Nanterre-Amandiers: Michel Arnould, Philippe Binard, Alix Boillot, Jérôme Chretién, Jean-Pierre Druelle, Fanny Gautreau, Marie Maresca, Myrtille Pichon, Olivier Remy, Claude Sangiorgi
stage design intern Chloé Chabaud, Juliette Seigneur, Amélie Wellan
sartoria Karelle Durand, Lydie Lalaux
produzione Nanterre-Armandiers – centre dramatique national
con il sostegno di Fondation d’enterprise Hermès nell’ambito del programma New Settings
co-produzione Steirischer herbst, Kunstenfestivaldesarts, Théâtre Vidy-Lausanne, La filature – Scéne nationale, Mulhouse, Künstlerhaus Mousonturm, Théâtre National de Bordeaux Aquitaine, Kaäitheater, Centre d’art Le Parvis à Tarbes, NXTSTP con il sostegno del programma Cultura dell’Unione Europea
con la partecipazione di Groupe de recherche Behavioral
objects – coordinazione Samuel Bianchini, Ecole Nationale Supérieure d’Architecture de Paris – Malaquais AAP (Art, Architecture, Politique), Atelier Jordi Colomer Welcome to Caveland

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