Nuove frontiere – Mittelfest 2014

Al Mittelfest, La parola padre, uno spettacolo plurilinguista e multidisciplinare come è, per vocazione, la kermesse di Cividale del Friuli.

Come superare il teatro di narrazione conservandone il nocciolo espressivo, la capacità di evocare il vissuto individuale e collettivo? Con La parola padre, Gabriele Vacis ci prova (e, in parte, ci riesce) grazie, innanzi tutto, a un uso creativo del plurilinguismo e, secondo, scegliendo mezzi teatrali – e non – tali da rendere la narrazione meno centrale rispetto ad altre possibilità espressive, quali l’uso dei video, la musica preregistrata e il canto a cappella, il cambio dei costumi a vista, il teatro-danza e un uso performativo di una scenografia costituita da circa 200 taniche di plastica vuote.

Ricco di spunti, ben interpretato e orchestrato, quando passa dal personale al politico e quando lo si presenta come frutto di un’indagine socio-psicologica, lo spettacolo suscita una serie di domande. Perché in un’Europa multiculturale, non vi sono differenze religiose né esperienze omosessuali? Perché la figura paterna e, in generale, la figura maschile è sempre negativa? Perché una donna che vive l’adolescenza e la prima maturità tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila dovrebbe ancora temere il padre piuttosto che competere o non riconoscersi nella madre? E, infine, perché questa stessa donna dovrebbe provare i timori di una post-adolescente anni Cinquanta piuttosto che quelli dichiarati dalla maggioranza, ossia paura dell’instabilità, della disoccupazione, della mancanza di garanzie e di sogni?

Le trentenne di oggi sono davvero così o questi sei volti sono funzionali alla creazione di un climax? Domande che poniamo, agli spettatori trovare le risposte.

Lo spettacolo è andato in scena all’interno di Mittelfest 2014
Chiesa di San Francesco

domenica 27 luglio, ore 18.00

La parola padre
drammaturgia e regia Gabriele Vacis
scenofonia e allestimento Roberto Tarasco
coordinamento artistico Salvatore Tramacere
con Irina Andreeva (Bulgaria), Alessandra Crocco (Italia), Aleksandra Gronowska (Polonia), Anna Chiara Ingrosso (Italia), Maria Rosaria Ponzetta (Italia), Simona Spirovska (Macedonia).
Cantieri Teatrali Koreja – Teatro Stabile d’Innovazione del Salento
durata 90′

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