Teste e testate

Dopo il successo di Rapunzel, dal 2 marzo è in scena al Teatro Brancaccio il musical La Regina di Ghiaccio, ideato e diretto da Maurizio Colombi, con protagonista Lorella Cuccarini. Ispirato alla fiaba persiana da cui nacque la Turandot di Giacomo Puccini, lo spettacolo resterà in scena fino al 26 marzo.

L’incompiuta Turandot di Puccini (poi completata dall’allievo Franco Alfano) rivive in modo fiabesco al Teatro Brancaccio attraverso una serie di idee messe a frutto da Maurizio Colombi, che per scrivere e dirigere La Regina di Ghiaccio ha riunito il suo fidato team creativo con cui ha ottenuto un grande successo di pubblico con Rapunzel – Il musical.
Rispolverato autori e generi musicali, Colombi ha dato così vita a un musical moderno in cui è forte l’influenza di Carlo Gozzi, che nel 1762 aveva scritto cinque atti per narrare le gesta della sanguinaria Principessa di Pechino, e dove soprattutto omaggia Giacomo Puccini, la cui morte avvenuta il 29 novembre del 1924, non aveva permesso al grande compositore di concludere la storia di Turandot.
Ed è proprio una pinacoteca, dedicata al grande operista toscano, l’ambiente in cui ritorna in vita La Regina di ghiaccio, l’algida Turandot, che una sempre impeccabile Lorella Cuccarini restituisce al pubblico, nascondendo ancora una volta la sua chioma bionda (come aveva fatto per interpretare Madre Gothel), per esibire dei lunghissimi capelli neri insieme a principeschi costumi realizzati da Francesca Grossi, impreziositi da gemme luccicanti. Lei, definita spesso “la più amata dagli italiani”, memore di quando era testimonial di un noto brand per cucine, continua a cavalcare l’onda positiva di questo fortunato periodo che l’ha vista nei mesi scorsi protagonista in televisione con Nemicamatissima accanto a Heather Parisi e in libreria con una sua autobiografia in cui parla anche delle proprie emozionanti esperienze teatrali.
Ecco dunque un’altra pagina da raccontare per la Cuccarini, che ritroviamo questa volta in cornice, sotto gli sguardi di un gruppo di turisti presenti in quel museo ad ammirare quadri e locandine, insieme a tre “fiere” streghe, Tormenta (Valentina Ferrari), Gelida (Federica Buda) e Nebbia (Silvia Scartozzoni), partite dall’Inferno dantesco per mettere a segno un incantesimo e “rianimare” Turandot.
La Regina di ghiaccio torna dunque con i suoi enigmi alla ricerca di qualcuno in grado di scaldarle il cuore; finora i dodici uomini che ne hanno chiesto la mano ci hanno rimesso la testa e solo Calaf, addentratosi di nascosto a Palazzo, sembra averle lasciato addosso una sensazione di calore, tanto da chiedersi Che cos’è quel fuoco che le brucia l’anima, in un duetto pop, che se presentato a Sanremo avrebbe fatto meritare il podio a Lorella Cuccarini e al protagonista maschile dello spettacolo, Pietro Pignatelli. Il focoso e imperturbabile pretendente, appunto Calaf – il cui nome sta per Calore, Amore, Fuoco – vuole sottoporsi ai tre indovinelli fatidici, che se risolti gli consegnerebbero quell’amore tanto ricercato, sciogliendo l’incantesimo che ha fatto rotolare teste per le scale di quel Palazzo maledetto.
Pignatelli per la terza volta si ritrova sulla scena con lo stesso entusiasmo di Lorella, con cui aveva condiviso il palco di Grease, in un ruolo minore quasi vent’anni fa e di cui era stato padre ne Il pianeta proibito nel 2010, ma solo in questa occasione formano una coppia di amanti, soprattutto nel momento più intenso dello spettacolo, quello in cui l’immancabile Nessun dorma trionfa tra gli applausi dei presenti, mentre un bell’effetto vede proiettata una suggestiva luna che incorpora una candida Turandot, estasiata dall’ugola del suo pretendente, che attende l’alba per vincere.

L’omaggio a Puccini continua sentendo anche l’aria Che gelida manina, tratta da La Bohème, e affidata questa volta a un trio di attori con doti vocali particolari e diverse in cui spicca la voce da soprano di Adonà Mamo, ammirato anche ne La Cage Folles e in Tutti insieme appassionatamente. In compagnia di Giancarlo Teodori e Jonathan Guerrero, i tre interpretano Ping, Pong e Pang, i consiglieri dell’Imperatore a cui ampio margine di fantasia è stato dato per alleggerire la vicenda, arricchita ulteriormente da altri personaggi collaterali, come la Dea della Luna Changé e il Dio del Sole Yao e da un ensamble di venti straordinari performer fra attori, cantanti, ballerini e acrobati.
Uno spettacolo quindi pregno di contaminazioni e più articolato di un indovinello in rima, forse poco adatto ai più piccoli come invece è stato sottolineato, semplicemente perché solo un pubblico adulto potrà rintracciare nel copione e leggere nei testi dei diciotto brani musicali, arrangiati e diretti da Davide Magnabosco, le diverse sfumature e i continui rimandi con la letteratura e le opere musicali nostrane.

Imponenti le scenografie di Alessandro Chiti che rivestono per lo più le quinte del teatro, dove quasi in bilico si affacciano i diversi personaggi che fanno da contorno a quella scala su cui Turandot agita le sue katane e dove, nel secondo atto. uno straordinario albero di mele si erge lasciando agli applausi lo stupore per tanta maestosità.

Disparati sono anche gli effetti speciali realizzati per permettere al pubblico di entrare ancor più nel vivo della storia. Neve, vapore e vento hanno suggestivamente avvolto la platea, catapultando i fortunati all’interno di quell’atmosfera fiabesca, peccato che dall’ultima fila della galleria a cui è stato riservato il posto di chi scrive, molti particolari dello spettacolo siano sfuggiti, essendo molta la distanza che separa il palcoscenico da quell’undicesima fila in alto. Eppure quella del 9 marzo (dopo diverse anteprime iniziate dal 2 marzo) era la serata dedicata alla stampa. Volendo sdrammatizzare su una gestione della sala apparsa come minimo inadeguata per un colosso come il Brancaccio, il dubbio viene naturale: per non perdere il posto migliore e meritare la giusta visione della Regina, anche i giornalisti avrebbero dovuto risolvere un enigma?

Lo spettacolo continua:
Teatro Brancaccio

via Merulana 244 – Roma
fino a domenica 26 marzo
orari: giovedì e venerdì ore 20.30, sabato ore 17.00 e ore 21.00, domenica ore 15.30 e ore 19.30

Viola Produzioni in coproduzione con Società per Attori presenta
La Regina di Ghiaccio – Il musical
ispirato alla Turandot di Giacomo Puccini
di Maurizio Colombi, Giulio Nannini
regia Maurizio Colombi
con Lorella Cuccarini, Pietro Pignatelli, Simonetta Cartia, Sergio Mancinelli, Valentina Ferrari, Federica Buda, Silvia Scartozzoni, Giancarlo Teodori, Jonathan Guerrero, Adonà Mamo, Paolo Barillari, Flavio Tallini, Laura Contardi
esemble Luca Contini, Martina Gabbrielli, Filippo Grande, Camilla Maffezzoli, Antonella Martina, Eleonora Peluso, Ivan Trimarchi
musiche Davide Magnabosco, Alex Procacci, Paolo Barillari
scene Alessandro Chiti
costumi Francesca Grossi
disegno luci Alessio De Simone
disegno suono Emanuele Carlucci
videografica Marco Schiavoni
coreografie Rita Pivano
aiuto regia Davide Nebbia
assistente coreografie Francesco Spizzirri

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