I giochi del destino

In scena al Teatro Verdi, La Sarta, ospite della V edizione di IF Festival internazionale di Immagine e Figura, con l’incredibile clown svizzera Gardi Hutter.

Commovente, divertente, strepitoso. Sold out per le uniche due date italiane de La Sarta con la meravigliosa Gardi Hutter. Lo spettacolo, scritto a quattro mani con il tedesco Micheal Vogel che ne ha curato la regia, è energia allo stato puro. In un atelier pieno di rotoli di stoffe, manichini, gomitoli e rocchetti, Gardi Hutter inventa storie fantastiche e felliniane animando gli oggetti del mestiere con una poesia d’altri tempi. Forbici che ballano il can can, rocchetti di filo che si innamorano, manichini che duettano – il tutto accompagnato da un linguaggio onomatopeico più descrittivo delle parole. A far compagnia alla sarta in questo mondo di oggetti inanimati c’è un uccellino giallo tenuto in gabbia che zittisce solo se gli si dice “miao”.
Il destino è il tema dello spettacolo. Durante una delle sue rocambolesche peripezie la nostra sarta ha un incidente e cade, conficcandosi un’enorme forbice in testa. A questo punto, il registro cambia completamente e l’atmosfera si fa cupa, noir. Ha inizio uno sdoppiamento della protagonista tra vita e morte, attraverso una serie di effetti speciali che proiettano l’immagine della sua anima su uno specchio. L’altra Gardi incita la sarta a tagliare il filo che la tiene in vita, a staccarsi dagli oggetti di questo mondo e passare all’aldilà. La lotta per la sopravvivenza è, a sorpresa, esilarante. Le due non si risparmiano colpi bassi. La sarta non vuole cedere e si prende gioco della morte inventandosi di tutto: l’ultima sigaretta, l’ultima cena, l’affida
mento del suo uccellino, l’ultimo flirt con uno spettatore – con tanto di spogliarello alla 9 settimane e mezzo. Ma la morte avrà il sopravvento, sia per lei sia per il suo amico pennuto.
Sì, in questo spettacolo si muore e muore anche il clown: figura immortale nell’immaginario collettivo. Mentre ci si emoziona nel vedere questa buffa donna dalle incredibili qualità acrobatiche invitare gli spettatori a seguirla nell’aldilà.
Spettacolo tragicomico nel quale si ride sulla morte fino alla fine, consapevoli della crudeltà di quanto sta succedendo in scena. La nostra amata sarta se ne va, ma il suo viaggio continua anche oltre la vita, oltre la scena: come accade solo per i capolavori.

Lo spettacolo è andato in scena: Teatro Verdi
via Pastrengo, 16 – Milano
fino a domenica 15 gennaio
orari: da martedì a giovedì, ore 21.00 – domenica, ore 16.30

IF Festival internazionale di Immagine e Figura presenta
La Sarta

di Gardi Hutter e Michael Vogel
regia Michael Vogel
con Gardi Hutter
musiche ed effetti sonori Franui e Dirk Schroder
scenografia Urs Moesch
luci Reinhard Hubert

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.