«Ma uno me lo fate bocciare?»

teatro-diana-napoliAl Teatro Diana di Napoli, largo a La scuola, che dallo scorso anno è tornato a calcare i palcoscenici dopo una lunga pausa durata più di vent’anni. Diretto da Daniele Luchetti, annovera nel cast Silvio Orlando e Marina Massironi.

In principio fu uno spettacolo teatrale, era il 1992. Luchetti e Orlando, già all’epoca, guidavano un cast di tutto rispetto, rispettivamente dirigendo e interpretando due testi scritti da Domenico Starnone (Sottobanco, Ex Cattedra). Dato il successo, nel 1995 venne realizzato un film, intitolato La Scuola. Dal 2014 riprende il tour teatrale, che conserva i nomi di Luchetti, Orlando e Petrocelli e ne aggiunge dei nuovi.
Ne è passato di tempo da quando Starnone fotografò la realtà scolastica italiana – riflettendo sulla figura dell’insegnate e sulle sue responsabilità –, eppure tutto è rimasto immutato. Nello spettacolo portato in scena al Diana si scontrano i diversi modi d’intendere il ruolo educatore, che si palesano in tutte le loro sfumature. Così, c’è il professore stanco, frustrato e arrabbiato che si mostra intransigente e poco aperto al dialogo, c’è quello di matrice più recente, portato a essere invece tollerante e conciliante, c’è colui che prosegue per inerzia senza dare troppo peso al posto che occupa nel processo di formazione delle nuove generazioni, e così via. Un catalogo ampio e diversificato che svela i retroscena del mondo scolastico, il modo in cui si decide del futuro degli alunni, ciò che accade quando le lezioni sono terminate e gli insegnanti restano soli, confrontandosi tra loro, ma ancor di più con le proprie virtù e debolezze. Ciò che emerge è un ritratto tragicomico della classe docente e della realtà scolastica, fatta di professori annoiati che vogliono bocciare a tutti i costi, presidi dallo strafalcione facile, professoresse preoccupate più dalle cene da cucinare che delle sorti dei propri studenti, pettegolezzi che divengono presto virali e problematiche personali che travalicano la sfera dell’intimo per intaccare quella pubblica. Non si vedono mai gli alunni, sebbene siano presenti in tutti i discorsi. Eppure, li si immagina benissimo, suggeriti da un testo che riesce a farli emergere – con tutti i loro drammi grandi e piccoli –  senza portarli sulla scena.
C’è spazio e modo per la riflessione, ma il registro è decisamente comico e difatti si procede per caricature ed estremizzazioni. Qualcosa suona un po’ forzato, il più fa centro e fa sorridere. Grande pecca, la staticità, che penalizza la pièce e porta più di uno sbadiglio. Uno spettacolo basato essenzialmente sul verbo (non sempre meritevole d’interesse), sullo scambio di battute, che dura più di due ore, esce sconfitto dalla scelta di tenere fissa la scenografia – peraltro molto scarna e alquanto anonima – nonostante la divisione in due atti. La messa in scena appare non molto incisiva, esile. C’è poco dinamismo sul palco e gli attori restano confinati in uno spazio ridotto che riesce a ingabbiare anche la vivacità di certi dialoghi, con uno spiacevole effetto complessivo. Sebbene calati nelle loro parti inoltre, alcuni interpreti sono apparsi “stanchi”, sommessi, incapaci di trasmettere quanto dovuto al pubblico.

Lo spettacolo continua
Teatro Diana
via Luca Giordano 64, Napoli
dal 18 al 29 marzo 2015

La scuola
di Domenico Starnone
regia Daniele Luchetti
con Silvio Orlando, Marina Massironi, Vittorio Ciorcalo, Roberto Citran, Roberto Nobile, Antonio Petrocelli, Maria Laura Rondanini

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