Fino all’ultimo respiro

La spallata di Gianni Clementi, in scena al Teatro della Cometa accompagnerà il pubblico fino a Capodanno insieme a tutto lo straordinario cast composto da Elisabetta De Vito, Gabriella Silvestri, Stefano Ambrogi, Claudia Ferri, Alessandro Loi, Matteo Milani e Alessandro Salvatori, sotto l’attenta regia di Vanessa Gasbarri.

Sono i contrasti i veri protagonisti della commedia La spallata in scena al Teatro della Cometa di Roma, quelli all’interno di una famiglia allargata di un tempo, ma anche quelli vissuti all’esterno tra chi si sta risollevando economicamente e chi, invece, deve inventarsi l’impossibile per vivere dignitosamente. Risata e pianto sono anche dei contrasti che convivono entrambi in questo spettacolo firmato da Gianni Clementi, che ambienta la storia nel 1963, non a caso un anno difficile, ricco di eventi. «De fori c’è er boom» si sente dire in casa Ruzzichetti, ma dentro quelle quattro mura «nun se campa più». Assunta (Gabriella Silvestri), infatti, nonostante siano passati tre anni dalla disgrazia che ha colpito lei e sua cognata Lucia, si aggira per casa in pantofole come una «pila scarica». Ha allestito un alterino con tanto di moccoli e fiori, continuamente odorati, per Alberto e Aurelio, che ha salutato una mattina dando loro «un panino co’ a frittata» e non ha visto più. Neanche lo spirito allegro della nipote Edda (Claudia Ferri), che vorrebbe sfondare nel cinema, riesce a sollevarla. Lucia (Elisabetta De Vito), invece, ormai sembra aver superato il lutto, ed è stanca di vedere quei moccoli accesi, tanto che le sembra di stare «ar camposanto de Sanremo». Benito (Alessandro Loi), detto Tito, intanto, intraprendente e confusionario figlio di Lucia, insieme al rivoluzionario fratello Littorio (Matteo Milani), detto Vittorio, decide di fondare una nuova attività, L’Ultimo respiro, un’impresa di pompe funebri. «Un lavoro che non consente errori» perché «chi arriva secondo arriva ultimo» a detta di Sor Cosimo (Stefano Ambrogi), fresco di sfratto, che vorrebbe accasarsi con i Ruzzichetti, facendo l’occhiolino alle due vedove a seconda del momento più o meno felice.
A far da cornice a tutta la vicenda i fatti di cronaca che fanno crollare ulteriormente gli umori della famiglia, come il disastro del Vajont il 9 ottobre e l’assassinio di Kennedy il 22 novembre, sempre del ’63.
Seppur lontano nei tempi, ne La spallata si respira l’aria dei giorni nostri. Quegli anni, infatti, non sembrano così distanti, soprattutto in questo momento critico per i tanti disoccupati che, un po’ come i cugini Ruzzichetti, per sopravvivere devono inventarsi l’impossibile.
Con occhio clinico, come sempre, Vanessa Gasbarri dirige magistralmente tutta la baracca, è il caso di dirlo, vista la scenografia, curatissima di Katia Titolo, che ha ricostruito sul palcoscenico della Cometa l’abitazione vissuta da quei disgraziati di borgata così bravi nel far rivivere tutte le frustrazioni e l’angoscia di un’epoca mai conclusa.
Il testo, la regia, gli attori tutti, trovano il favore del pubblico che non riesce a trattenere gli applausi tra innumerevoli risate e a commuoversi quando un brivido sale lungo la schiena, perché questa è la vita.
La spallata resterà in scena fino al 31 dicembre, regalando per l’occasione una vera serata di festa, brindando in modo ironico al nuovo anno con qualche bollicina di cinismo e la giusta energia per dare al teatro sempre nuova speranza.

Lo spettacolo continua:
Teatro della Cometa
via del Teatro Marcello, 4 – Roma
fino a domenica 31 dicembre
orari: da martedì a venerdì ore 21.00, sabato ore 17.00 e 21.00, domenica ore 17.00
(durata 2 h circa intervallo escluso)

La spallata
di Gianni Clementi
regia Vanessa Gasbarri
con Elisabetta De Vito, Gabriella Silvestri e Stefano Ambrogi
e con Claudia Ferri, Alessandro Loi, Matteo Milani, Alessandro Salvatori
scene Katia Titolo
costumi Velia Gabriele
luci Giuseppe Filipponio

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