Un genio in punta di piedi

maggio-fiorentinoLo scorso tre aprile è andata in scena la prima de La Shylpide in un Teatro del Maggio Musicale Fiorentino illuminato di azzurro in occasione della Giornata Mondiale dell’Autismo. Nei panni dello sfuggente genio alato, accanto a Letizia Giuliani e Gisela Carmona Gàlvez, le ballerine di MaggioDanza Federica Maine e Susanna Salvi, al debutto nel ruolo.

La Shylphide è considerato uno dei più affascinanti balletti del repertorio classico nonché il capostipite della tradizione romantica. La coreografia originale del 1836 di August Bournonville (1805-1879), su musica del danese Herman Severin Løvenskjold (1815-1870), è stata ripresa fedelmente da Johnny Eliasen, che non ha ceduto a modernismi mantenendo, al contrario, tutti i dettami classici e tradizionali del caso. La storia si snoda in due atti e narra le vicende di un giovane uomo scozzese, James, che nel giorno delle nozze abbandona la sua fidanzata Effie e fugge nella foresta per inseguire una silfide apparsagli in sogno. Nella foresta incantata, James riceve in dono dalla strega Madge una sciarpa magica che dovrebbe consentirgli di catturare la creatura e di legarla a sé per sempre. Ma la sciarpa è intrisa di malefici e quando viene posta sulle spalle della silfide questa perde le ali e la vita tra lo sgomento delle sue compagne. James, da lontano, vede il corteo delle nozze di Effie con un altro giovane, Gurn, e si abbatte al suolo, vinto dalla disperazione.
La vicenda, che potrebbe sembrare un semplice racconto fantastico, si rivela ad una seconda analisi densa di connotazioni più profonde. L’idea al centro de La Sylphide, il reale significato di questa struggente storia d’amore e di disperazione, affonda le origini nella notte dei tempi, e ha in Adamo e in Icaro gli emblemi più noti: si tratta del tentativo dell’uomo di avvicinarsi al cielo. Egli vorrebbe spingersi fuori di sé, ma così facendo deturpa e contamina con il proprio tocco mortale una dimensione perfetta ed imperitura, incorre nell’ira divina entrando così in un vortice di distruzione senza fine. La sylphide rappresenta in questo senso il tramite attivo attraverso cui l’uomo si spinge oltre i limiti a lui concessi; a causa di questa passione sconsiderata egli è destinato a morire ma, incurante di ciò, preferisce cederle con coraggio. Lo spettatore si identifica in James e si sente così intimamente e profondamente legato a lui. È per questo motivo che, nonostante la consapevolezza della sconfitta, soffre e combatte al suo fianco fino alla fine.
Quella del Maggio è stata una sylphide elegante ed ispirata. Letizia Giuliani ha dimostrato grande abilità nei tecnicismi, leggerezza sulle punte e una spiccata espressività che le ha permesso di non evadere dal ruolo nemmeno durante i lunghi applausi finali. Accanto a lei si è distinto Alessandro Riga, étoile ospite residente, nelle vesti di un James dalle movenze precise ed appassionate. Degni di nota l’intero corpo di ballo di MaggioDanza diretto da Francesco Ventriglia e l’orchestra del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Sul podio David Garforth che è riuscito nel difficile compito di piegare l’intera orchestra alle esigenze dei ballerini, senza perdere mai il fraseggio della melodia.

Il balletto è andato in scena:
Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, corso Italia, 16 – Firenze
Mercoledì 3 aprile 2013, ore 20:30
Giovedì 4 aprile, ore 20:30
Venerdì 5 aprile, ore 20:30
Sabato 6 aprile, ore 15:30 e ore 20:30
Domenica 7 aprile, ore 15:30

La Sylphide
Coreografia: August Bournonville
Musica: Hermann Lovenskjold
Direttore: David Garforth
La Sylphide: Letizia Giuliani, Gisela Carmona Gálvez (4, 6 ore 20.30); Federica Maine (6 ore 15.30); Susanna Salvi (7)
James: Alessandro Riga, Michele Satriano (4, 6 ore 15.30, 7)
Effy: Chiara Ranca, Gaia Mazzeranghi (5, 6 ore 15.30); Linda Messina (6 ore 20.30)
Gurn: Paolo Arcangeli, Massimo Margaria (4, 7); Alessandro Cascioli (5, 6 ore 15.30)
Madge: Leone Barilli, Margherita Mana (4, 6 ore 20.30); Michelangelo Chelucci (6 ore 15.30, 7)
MaggioDanza
Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino

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