La tempesta degli spiriti

Al Silvano Toti Globe theatre va in scena La Tempesta di Shakespeare e la magia torna a incantare e sorprendere.

Siamo di fronte a uno dei grandi classici di Shakespeare, La Tempesta, autentico testamento di poetica di un genio immortale.

Lo spettacolo di Salvo, che firma regia, traduzione e adattamento, presenta toni malinconici che annunciano l’addio del poeta/Prospero, protagonisti che piangono la propria condizione di esilio, characters costretti ad agire da magie e intrighi, piegati dallo sconforto più che mossi dalla volontà. Nonostante tutto, tra le pieghe di una tristezza diffusa non tutto sembri perduto e a non esserlo sarà la saldezza di intenti evocati con voce ferma e decisa.
Di rilievo esemplare, paradigmatico della complessità di tali sentimenti e relazioni, è il rapporto tra Prospero, interpretato da Ugo Pagliai, e Ariel, Melania Giglio, tra un re che usa lo spirito per i propri scopi e lo tiene al guinzaglio castrandone ogni ribellione, ma, allo stesso tempo, non intende nuocere al proprio fedele servitore, riservandogli sguardi e parole quasi paterne. La contrapposizione tra l’imperiosità del comando e la dolcezza delle intenzioni genera una profonda danza di emozioni e se Prospero vuole ingannare i suoi nemici e Ariel brama solo la libertà, entrambi sembra che non possano fare a meno l’uno dell’altro avendo raggiunto una sorta di simbiosi. Il momento della separazione infatti è suggellato da un ultimo bacio che i protagonisti si lanciano, un ultimo gesto d’affetto che esprime l’amore e la tristezza dell’addio.
Il tema della magia viene ampiamente mostrato tramite le danze del corpo di ballo. Gli spiriti, vestiti di drappi sottili e stracciati, si muovono a volte in maniera spasmodica e violenta e, in altri momenti, con passi leggiadri e fluidi; tutto ciò conferisce una caratterizzazione quasi sovrannaturale che ipnotizza la mente dello spettatore e la fa danzare sui volteggi dei personaggi.
Si mescolano molti sentimenti diversi, dall’odio di Prospero verso chi l’ha allontanato dal suo potere temporale, all’avidità dei sudditi del re di Napoli, eppure una sola di questi regnerà sovrano. L’amore, che ha mosso Prospero in questa vicenda, alla fine abbraccia ogni personaggio, anelando il perdono per tutto il male provocato e piangendo per gli sbagli del passato e, infine, spingendo verso un futuro di giustizia. Scambio di sguardi, interrotti solo da dolci abbracci e voci ormai colme di pace cedono il passo a un leggero tremolio che tradisce il pianto dovuto ai troppi inganni orchestrati.
Ogni giorno l’uomo affronta grandi mali e tremende difficoltà eppure ama ancora, si meraviglia, a volte, di questo amore e se ne vergogna, amore che risiede nel perdono degli sbagli commessi, nell’accettazione del passato e nella redenzione futura. Che non si perda mai la voglia di amare perché in essa risiede l’essenza della vita.

Lo spettacolo è andato in scena
Silvano Toti Globe theatre
Villa borghese, Roma
dal 21 settembre al 7 ottobre ore 21.00
domenica ore 18.00

La Tempesta
di William Shakespeare
regia traduzione e adattamento di Daniele Salvo
con Ugo Pagliai, Tommaso Cardarelli, Simone Ciampi, Martino Duane, Gianluigi Fogacci, Melania Giglio, Sebastian Gimelli Morosini, Mauro Marino, Alberto Mariotti, Valentina Marziali, Mimmo Mignemi, Marco Simeoli, Carlo Valli

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.