Opera da tre sogni

Tra gli spettacoli che inaugurano la seconda settimana del Roma Fringe Festival, un avvincente atto unico liberamente ispirato a Bertolt Brecht: La vera vita del cavaliere mascherato.

Un miserabile, sottopagato, cameriere di una locanda di periferia trascina la sua esistenza tra insulti e rinunce. Un impavido cavaliere mascherato si innalza paladino a degli oppressi tra riscatti e vittorie. I due personaggi hanno lo stesso volto di Jacob Geherda, profilo appena tratteggiato dalla penna di Brecht. Su quale sia La vita vera del cavaliere mascherato, però, lo spettatore non può avere dubbi.
Per l’attualità di un copione della prima metà del ‘900, la Compagnia Cavalieri Mascherati rimette mano a un’opera semisconosciuta dell’autore tedesco e la porta in concorso per la quarta edizione del festival teatrale indipendente dell’estate capitolina.

Come un filo rosso, proprio il nome di Brecht riecheggia in numerose battute insieme alla sua critica d’impronta marxista all’onnipotenza del denaro, ai soprusi sui più deboli e all’ineguaglianza, in una messa in scena articolata in tre sogni modernizzati in tre round.

Sipari cupi dai toni seri si alternano con rapidità a parentesi goliardiche e colorate, che suscitano riso, ma aprono alla riflessione. Il canovaccio sporco tra le mani di Geherda diventa, per necessità d’evasione, un copricapo capace di proteggerlo in una nuova maschera, un alter ego sognato, e fargli recitare un canovaccio completamente ribaltato, quello di un misterioso e rivoluzionario vendicatore. Il doppio piano tra realtà da vinto e sogno di vincitore, tra dominanti e oppressi permette ai protagonisti, Jacob (Tiziano Caputo) e l’amico Joppe (Matteo Cirillo), ma in generale a tutti i bravi attori della Compagnia, di mostrare versatilità d’interpretazione e celerità di cambiamento tra i due “palchi”.
Fedele all’ideologia originaria dell’«uomo che non aiuta l’uomo», ma aperto a contaminazioni cinematografiche, Alessandro De Feo, autore e regista, ha provato a «stravolgere e, perché no, potenziare un’opera quasi mai rappresentata con passi di altre opere, poesie e aforismi dello stesso autore, tra i quali esiste un filo conduttore tangibile».

Nella nuova cornice dei giardini di Castel Sant’Angelo – che si attendeva migliore per effetto, suggestioni, audio e luminosità – la compagnia ha saputo sfruttare bene uno spazio storicamente evocativo, allargando la scena oltre il piccolo Palco A e più volte creando un contatto con un pubblico partecipe.

Apprezzabile anche la musica, componente fondamentale di quella produzione drammaturgica che ne L’opera da tre soldi del 1928 aveva raggiunto vertici di innovazione e potenza inediti. Oltre a quella classica, nella scelta finale di Nino Rota, si giunge a innestare il bagaglio felliniano relativo al sogno e alle atmosfere circensi. Ma il pessimismo dell’autore non risulta affatto cambiato di verso e il lieto fine rimane solo del sogno.

Lo spettacolo è in scena all’interno:
ROMEXPO 2015 | ROMA FRINGE FESTIVAL

Parco Adriano, Giardini di Castel Sant’Angelo
Lungotevere Castello, 50 – ROMA
Domenica 7 giugno – ore 22:00
Martedì 9 giugno – ore 20:30
Giovedì 11 giugno – ore 23:30

Compagnia Cavalieri Mascherati
La vera vita del cavaliere mascherato
liberamente ispirato a “La vera vita di Jacob Gherda”
e altre poesie e opere di Bertolt Brecht
testo Alessandro De Feo e Giancarlo Sammartano
regia Alessandro De Feo
con Tiziano Caputo, Matteo Cirillo, Stefano Flamia, Lorenzo Garufo, Alessia Iacopetta, Francesco Maruccia, Fabrizio Milano, Ilenia Sbarufatti
aiuto regia Ilenia Sbarufatti
scene Valentina Cristofari, Eleonora Ugolini

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