Oltre ottocento repliche, cinque spettatori alla volta intorno a un tavolo per assistere alla magia degli oggetti dello spagnolo Xavier Bobés in Cosas que se olvidan facilmente.

La nostra permanenza a Kilowatt Festival 2018 si conclude giovedì 19 luglio, con lo spettacolo di Xavier Bobés Cosas que se olvidan facilmente (ossia, Cose che si dimenticano facilmente). Al termine, l’artista ci saluta con un grazie e con una gentile richiesta, ossia di dire se ci è piaciuto o meno lo spettacolo, ma non di raccontare che cosa vi accade. E allora racconteremo (ci proveremo, almeno) soltanto le nostre impressioni – sperando di non fare torto a nessuno. Innanzi tutto, ci è piaciuto partecipare a questo gioco/viaggio. Farsi cullare dalle mani dell’artista e dalle apparizioni. Per conoscere qualcosa di molto diverso da ciò a cui siamo abituati, per lasciarci incantare dal mago.
Gli occhi luminosi brillano come due punte di spillo, Bobés già appare come un incantatore nel momento in cui ci accoglie. Muove gli oggetti con mani sapienti, veloci e sinuose, come un prestigiatore del tempo, come un croupier. Mani, musica e qualche parola ci guidano in un viaggio nella cultura spagnola fatta di Patria e propaganda, e di molte contraddizioni. Di Madonne e donne sensuali. Di Santini e calendari tascabili osé. Di monumenti, desiderio e ipocrisia.
Cosas que se olvidan facilmente è un piccolo viaggio, per cinque spettatori alla volta, una storia raccontata mediante oggetti quotidiani, grazie alla memoria di cui sono portatori. Gli umili reperti storici, che possono essere quelli che si trovano nelle nostre case, in soffitta, o nella stanza della nonna, restituiscono il clima di un’epoca (la seconda metà del Novecento spagnolo) e dello scorrere di ogni singolo anno, parlano della volontà che lo ha scelto e, magari, custodito (tramandandoci così un vissuto). Ogni oggetto è un tassello di mosaico.
Dopo esserci appassionati a un racconto che attraversa due generazioni, ecco l’ultima sequenza.
Un vento che porta via tutti i ricordi. Come le foglie, e soprattutto – ed è questo il terribile – come è destino che sia. Non si possono fermare le foglie dal cadere, non è possibile fermare il vento che porta via i ricordi. Come l’acqua che scorre, è ineludibile, è inevitabile. E tutto è nulla, e tutto rientra nelle cose che si dimenticano facilmente.
Un’intera esistenza cadenzata da oggetti esterni a noi, si svuota di anima. Cose che si dimenticano facilmente: nome, cognome, vari numeri di documenti. Immagini fotografiche, persone. Tempo che passa, attraversamenti fugaci, entità di passaggio, nulla più.
Apparizioni. Questo sono. Questo siamo?

Lo spettacolo è andato in scena nell’ambito di Kilowatt Festival 2018:
Sansepolcro, abitazione privata
giovedì 19 luglio, ore 20.30

Xavier Bobés presenta:
Cosas que se olvidan facilmente

creato ed interpretato da Xavier Bobés
costumi Antonio Rodríguez
coproduzione Festival TNT 2015 – Terrassa Noves Tendències
in collaborazione con L’Animal a l’Esquena
(spettacolo per 5 spettatori a replica)

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