Un amore d’altri tempi

Al Teatro Cometa Off di Roma la rassegna Project Scuola ideata da Valeria Freiberg, direttrice artistica dell’Associazione Culturale Ariadne / Compagnia Teatro A, che promuove il teatro come luogo di arte, pensiero e creazione ha visto in scena il 19 dicembre la pièce La zebra e lo scienziato. Un autentico spaccato di vita, che al centro della storia non ha solo due straordinari protagonisti.

Il teatro oltre a essere uno dei luoghi d’arte per eccellenza, è anche l’ambiente in cui si viene a conoscenza di personalità importanti, non solo personaggi, che hanno contribuito a rendere migliore il nostro paese.

Non saranno in molti a conoscere l’esistenza di Gustavo Colonnetti e di sua moglie Laura Badini Confalonieri, pur essendo l’uomo un personaggio di spicco del mondo della cultura e della ricerca in Italia, divenuto nel 1922 rettore del Politecnico di Torino, dopo essere stato professore di Meccanica applicata presso l’Università di Genova e aver insegnato Scienza delle costruzioni alla Scuola di ingegneria di Pisa.
È lui, dunque, lo scienziato che troviamo nel titolo di questa pièce, accanto a la zebra, sua moglie Laura, colei che lo diventerà, nonostante fosse più giovane di parecchi anni e che, proprio a questo animale, sacro per gli antichi egizi, conosciuto come Iside, dea della maternità, della fertilità e della magia, voleva assomigliare.

Laura è una donna che accetta le regole, ma preferisce le eccezioni. È determinata, si guarda intorno, convinta che «le buone famiglie e la noia vanno spesso insieme». Fin da subito si è ribellata a sua nonna e al punto croce, che non faceva per lei. Una donna dal grande temperamento, quindi, la quale dopo un interessante corteggiamento, è divenuta prima moglie e poi madre di sei figli, di quest’uomo straordinario, di questo genio, finito poi nel dimenticatoio. Il quartogenito della coppia, Alberto, nel 1933, morì all’età di un anno e fu un momento delicato per i coniugi, ben sottolineato durante la rappresentazione, che in scena ha visto i bravissimi Cristina Colonnetti e Giacomo De Rose dar vita a questo incredibile sentimento, puro e poetico e quasi raro se paragonato ai tempi moderni.

Un lavoro eccellente, ben coniugato e diretto da Valeria Freiberg, che i due attori fanno vivere sulla scena in modo preciso, nonostante i pochi elementi, come sedie o drappi, trasformati dai protagonisti con i loro gesti in qualcosa che va oltre la fantasia.
L’intenso gioco di luci e alcune immagini proiettate sullo schermo in fondo alla scena permettono al pubblico – in questo caso, una scolaresca, a cui un semplice bacio tra i due interpreti, procura ancora sogghigni -, di rivivere non solo un’eccezionale storia d’amore, ma anche la storia politica di quel momento, quando a regnare era il fascismo. Colonnetti a tal proposito, nel 1938, seguendo la sua coscienza, si mise contro il regime, rifiutando l’iscrizione al partito fascista e in un secondo momento schierandosi contro le leggi razziali, fino ad abbandonare l’Italia.

Lungo un viale di foglie sparse a ricreare l’atmosfera autunnale, così come le lucine il Natale, sul palcoscenico spoglio giace anche un orsacchiotto e una scarpina, oltre al sudore di un valoroso lavoro che resta impresso come le note di Sentimental apostrofate dall’inconfondibile voce di Wanda Osiris. Il Teorema della reciprocità, legato proprio a Colonnetti, si riforma anche a teatro attraverso il talento di coloro che hanno saputo far rivivere due vite di spessore, che devono essere portate a conoscenza da progetti come questo.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Cometa Off

via Luca della Robbia, 47 – Roma
giovedì 19 novembre ore 10.00 e ore 12.00
(durata 1 h e 15 minuti senza intervallo)

La zebra e lo scienziato
di e da L. Colonnetti e G. P. Chiorino
drammaturgia e regia Valeria Freiberg
con Cristina Colonnetti, Giacomo De Rose

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