Legami familiari? Indistruttibili

Tutta la verità, nientaltro che la verità sulla famiglia e sui suoi Lacci portati in scena dall’attore Silvio Orlando al Teatro Duse di Bologna.

Parole urlate, parole che feriscono come una lama di coltello, parole taciute, parole sussurrate e mai ascoltate. Si apre così lo spettacolo Lacci, portato in scena dallattore Silvio Orlando che rinnova il sodalizio artistico con il drammaturgo Domenico Starnone. Dopo il grande successo de La scuola, è la volta di affrontare unaltra grande e forse più complicata istituzione: la famiglia, nido di affetti ma anche scrigno di segreti, tradimenti, equivoci e pensieri indicibili.
Spazi stretti, quelli della casa dove vivono i due coniugi, insieme da oltre trentanni, pochi oggetti senza colore e tante verità non dette. Spazi stretti in contrasto con quelli sterminati dellanima, dove albergano i desideri più intimi e i rimpianti più dolci.
La vita dei due è passata con apparente semplicità, ma basta un furto in casa a rimescolare le carte in tavola, fornendo loccasione giusta per ritornare al passato: quattro anni vissuti come un buco nero in cui il marito, abbandonando moglie e figli, fuggì con una ragazza più giovane. I motivi che lo riportarono indietro furono i più banali, non certo lamore per i figli, o meglio non soltanto, ma la consapevolezza di non poter sfuggire a quei lacci, quei legami forti che, una volta creati, sono impossibili da distruggere definitivamente.
Tutti i nodi, prima o poi, vengono al pettine e i ladri forniscono al marito loccasione di ripescare quel passato, in realtà mai passato, fatto di foto rubate alla giovane amante, di lettere che la moglie disperata scriveva a lui implorandolo di tornare a casa – uscite chissà come e da quale cassetto chiuso da anni e ora irrimediabilmente presenti sotto gli occhi dellincredulo vicino di casa, confidente improvvisato di una triste storia dalle mille sfumature.
«Il tempo non passa, ti pesa addosso e ti fa male»: è questa la verità di un uomo che cerca nel cubo dei ricordi frammenti di memoria che non esistono più perché i figli, a insaputa dei genitori, hanno fatto razzia di quello stralcio di vita così pesante da scatenare in loro una incredibile voglia di rivalsa su chi li ha messi al mondo.
Salti cronologici e scenici mutano la percezione delle cose, il senso della vicenda e ricostruiscono i pezzi del puzzle di una famiglia perennemente a rischio di crollo.
Una pièce cruda, vera e per questo spiazzante, un microcosmo apparentemente perfetto che cede pezzo dopo pezzo per un nonnulla, una vicenda forse banale ma non per questo superficiale. Un convincente Silvio Orlando spiega che i lacci a cui ci leghiamo a doppio filo nella vita (scegliendoli o no) non sono mai del tutto cancellabili, e questa è una verità in cui ogni spettatore può riconoscersi e che alla fine dello spettacolo, come ogni verità rivelata dal “gioco” teatrale, lascia lamaro in bocca.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Duse
via Cartoleria, 42 – Bologna
da venerdì 3 novembre a domenica 5 novembe, ferali ore 21.00, festivo, ore 16.00

Lacci
di Domenico Starnone
regia Armando Pugliese
con Silvio Orlando, Pier Giorgio Bellocchio, Matteo Lucchini, Roberto Nobile, Maria Laura Rondanini e Vanessa Scalera
produzione Cardellino

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