La verità nient’altro che la verità

Dopo il successo – cinematografico e teatrale – di La scuola, Silvio Orlando si affida nuovamente alla scrittura di Domenico Starnone e porta in scena Lacci, una storia al tempo stesso d’amore e di disamore.

Aldo e Vanda sono una coppia piccolo borghese sposatasi giovane, negli anni Sessanta. Hanno preso casa, messo al mondo due figli e giocato alla famiglia felice per una manciata d’anni. Poi però, la vita li ha travolti. Lui ha tentato d’inseguire – con successo – le proprie inclinazioni artistiche, lei invece si è subito accomodata nel ruolo che “le competeva”, ovvero quello di moglie e madre. E piano piano, senza accorgersene, Aldo e Vanda hanno iniziato ad allontanarsi. Lui, spesso a Roma per lavoro, conosce un’altra. Cerca di convincersi che è nulla più di una sbandata, ma si scontra col suo io più profondo, che gli suggerisce una versione diversa dei fatti. E così d’un tratto, la coppia scoppia. Aldo va a vivere col nuovo amore, distaccandosi dalla moglie prima e dai figli poi. Con un colpo di spugna cancella ciò che era, si scrolla di dosso ogni responsabilità e si illude di avere di nuovo vent’anni. Ma ci sono legami che restano. Non sono necessariamente d’amore, alle volte hanno a che fare con i sensi di colpa, con la paura, con le convenzioni. E allora, un salto avanti nel tempo ci mostra la coppia riunita, apparentemente stabile sotto un nuovo equilibrio.

Starnone, che cura anche l’adattamento teatrale del suo romanzo, scruta l’universo delle relazioni, l’amore e le sue sfaccettature, passa al vaglio i sentimenti e la loro assenza. Parla al pubblico in maniera semplice, inequivocabile, ma mette in scena una vicenda che, dietro il suo essere apparente scontata, rivela sin da subito anche tutta la sua tragicità. Cosa succede se l’individualismo prende il sopravvento? Che accade quando usciamo fuori dai ruoli predefiniti? Dove è in grado di condurci la ricerca di noi stessi e della nostra felicità? Può un amore sopravvivere nel tempo? Non ci sono risposte, redenzioni, non c’è happy ending, la realtà alle volte può essere crudele. E Starnone non offre soluzioni, non impartisce lezioni né fa la morale, ma si limita a svolgere un’indagine. La forza del testo, a tratti fin troppo lineare, sta anche nella prova attoriale, che sa conferire veridicità alla vicenda. Un po’ affettata invece la chiusura, che sa di superfluo “spiegone” e che mette in scena questioni di certo rilevanti, ma che di fatto non si ha tempo di approfondire.


Lo spettacolo è in scena
Teatro Bellini
via Conte di Ruvo 14, Napoli
dal 6 all’11 dicembre 2016

Lacci
di Domenico Starnone
con Silvio Orlando, Roberto Nobile, Sergio Romano, Maria Laura Rondanini, Vanessa Scalera, Giacomo de Cataldo
regia Armando Pugliese
scene Roberto Crea
costumi Silvia Polidori
musiche Stefano Mainetti
luci Gaetano La Mela
produzione Cardellino srl

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