Cielo vendicativo, cielo d’Africa

Il Festival Tramedafrica entra nel vivo della sua programmazione con Lacrime del cielo d’agosto in scena al Piccolo Teatro Studio.

La curiosità di come si faccia teatro in un altro continente, con tradizioni completamente diverse dalle nostre, dilaga tra il pubblico nel foyer mentre si attende di entrare nella piccola sala circolare del Piccolo Teatro Studio. Il testo – Lacrime del cielo d’agosto – è una prima europea, scritto da un giovane drammaturgo del Burkina Faso, Aristide Tarnagda – classe 1983 – mentre la regia è di Ados Ndobasi, della Repubblica Democratica del Congo.
Le aspettative saranno pienamente soddisfatte: scena spoglia illuminata praticamente solo da un cono di luce fredda che rischiara esclusivamente lo spazio in cui si svolge l’azione. Gli unici due elementi che tengono le fila di questa intensa drammaturgia sono la musica dal vivo – il clarinetto e le percussioni di Loic Bescond – e la fisicità delle due attrici che si dividono il monologo di una donna che, incinta, aspetta il ritorno del suo uomo sul ciglio di una strada trafficata – rifiutando l’aiuto offertole da una passante in auto.
Il testo è originale e affronta temi sociali importanti – la vita di strada, il rapporto uomo/donna, la maternità – da un punto di vista interno ai problemi, totalmente africano che – sembrerà banale – ma è molto distante da ciò che percepiamo noi europei o che crediamo di comprendere: Tarnagda ci insegna che, oltre al dato di fatto superficiale, ci sono ragioni profonde che lo determinano e alle base delle quali esistono valori quali la fedeltà, l’amore, l’onore e la libertà.
Nella bella regia di Ndobasi tutto questo arriva allo spettatore direttamente, senza filtri o sovrastrutture che possano distrarre l’attenzione dalle parole, qui così importanti. Infatti, un elemento particolare di questa pièce è la ripetizione a volte ossessiva di alcune cellule di discorso che ricorrono in modo diremmo tematico – scelta che si intona perfettamente con la recitazione “di pancia” delle due attrici, in grado di coinvolgere il pubblico fin dal primo istante. Gli spettatori si ritrovano perciò catapultati in un nuovo universo di sensazioni anche perché le due interpreti conoscono bene – sicuramente più di noi che possiamo solo immaginare – la realtà raccontata, e lo fanno con una pulsazione ritmica interna totalmente estranea al “nostro” modo di fare teatro, ma che funziona benissimo nell’economia dello spettacolo, riuscendo a mantenere alta la tensione.
L’immagine più bella e poetica – che rimane negli occhi e nella mente – è un continuo rimando al cielo che, in agosto, si carica di pioggia: alla tradizione popolare e a tutte le valenze simboliche che porta con sé.
Di fronte a rassegne e spettacoli come questo ci si rende conto che sarebbe importante che ci fossero più spesso occasioni del genere, dove ci si possa confrontare non solo con una cultura altra, ma con un modo di fare teatro e di rappresentare a noi sconosciuto.
Ottima quindi l’iniziativa di questo Festival targato Outis – che apre nuovi circuiti a realtà che, altrimenti, non avremmo sapremmo nemmeno che esistono.

Lo spettacolo è andato in scena:
Rassegna Tramedafrica
Piccolo Teatro Studio
via Rivoli, 6 – Milano
ore 21.30
Lacrime del cielo d’agosto
di Atristide Tarnagda
regia Ados Ndombasi
con Muguy Kalomba, Loic Bescond, Starlette Mathata e Marithe Mitongo
musica Loic Bescond
disegno luci Wedou Wetungani
produzione WAATO-BALABALA

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