«Questa la so…»

Dal 1 al 27 novembre il palcoscenico del Teatro7 ospita Ladri di Battute, commedia in due atti scritta, diretta e interpretata da Marco Zadra, la cui raffinata comicità arriva ad assumere una cifra originale e riconoscibile nei suoi trent’anni di carriera teatrale.

Figlio del pianista argentino Fausto Zadra e della pianista belga Marie Louise Bastyns, Zadrasviluppa un atteggiamento eclettico verso le forme d’arte e uno stile di respiro internazionale: «mia nonna conosceva le opere liriche a memoria», ricorda, «da bambino ho amato Jerry Lewis, Stan Laurel e Oliver Hardy, Jeacques Tati e Mister Bean. La loro comicità ha sorpreso ed entusiasmato la mia infanzia e adolescenza, ispirando la costruzione dei miei personaggi, che trovarono in seguito in Ave Ninchi, Gino Bramieri, Paolo Panelli e il Quartetto Cetra, tra tanti altri, i modelli di una straordinaria eleganza». Momento importante della carriera artistica di Marco Zadra è stato l’incontro con Gigi Proietti, che nel 2004 lo ha voluto per inaugurare il Brancaccino con lo spettacolo Il Mistero del Calzino Bucato, a partire dal quale ha sviluppato la propria autonomia scenica e professionale nei teatri italiani. Tra i suoi ultimi lavori appaiono i monologhi come Grazie le faremo sapere, Così parlò Zadrathustra e Zadriskie Point.
In Ladri di Battute una compagnia di attori incapaci decide di mettere in scena un famoso giallo inglese; si tratta di Trappola per Topi di Agatha Christie, che il regista Frank Dobermann tenta di far passare per originale, dando a tutti i personaggi dei nomi tedeschi. In un crescendo di situazioni comiche, date dall’incalzante ritmo dei dialoghi, delle entrate e uscite da porte, finestre e armadi, lo spettatore assiste al rincorrersi rocambolesco di personaggi all’interno di una macchina scenica piena di insidie e sorprese: al regista, nonché attore, che non ricorda la parte e che tenta buffi stratagemmi invocando l’altisonante nome di Stanislavskij, si uniscono attori e attrici con dubbie doti attoriali e interpretative, alcuni con limitate capacità intellettive, altri invidiosi, altri ancora eccessivamente pignoli, che paralizzano la prova generale. A contribuire all’impresa impossibile un attore alcolizzato, un fonico impreparato, un macchinista portoricano e un assistente di palco coreano, grazie ai quali la comunicazione si sviluppa in un susseguirsi di gag esilaranti. Nella complicata costruzione metateatrale, sfilano sul palcoscenico le difficoltà di una messa in scena, riflesso di un intenso vissuto personale: «ho portato sul palco i vizi, i limiti e i capricci di coloro che frequentano l’ambiente teatrale, di coloro che camuffano goffamente la propria inadeguatezza, di quelli scontenti della loro parte e di quelli che suggeriscono modifiche al copione; sono tutti loro un riflesso dell’esperienza di trent’anni di lavoro come attore e regista». E su tutti si accendono le luci del palco, lenti d’ingrandimento, che si fanno strumento di parodie e di situazioni surreali. Il pubblico accoglie con evidente entusiasmo e partecipazione le peripezie della compagnia; il sorriso complice ed empatico si alterna alla risata fragorosa e gli applausi lunghi e calorosi segnalano il riconoscimento al lavoro minuzioso sulla costruzione e caratterizzazione di ogni singolo personaggio, il compiacimento per una regia che si muove con sapienza e disinvoltura tra originale e innovazione e l’apprezzamento dell’allestimento di una scenografia all’altezza dei palchi più ambiziosi.

Lo spettacolo continua
Teatro 7

via Benevento, 23 00161 Roma
dal 1 al 27 novembre 2016

Ladri di Battute
scritto e diretto da Marco Zadra
con Raffaela Anastasio, Fernanda Candrilli, Bianca Cannata, Claudia Clerici, José De La Paz, Fabiola Farabollini, Matteo Finamore, Christian Galizia, Virgilio Genova, Angela Giordano, Tak Hyeonwoo, Andrea Laurenti, Chiara Palieri, Katia Pellegrino, Flaminia Ponti, Paola Santamaria, Eleonora Santini, Marco Spampy, Paola Vori, Giulia Zadra
costumi Francesca Misiti
disegno luci Francesco Mischitelli
scene Marco Zadra
consulenza musicale Luca Zadra
fonica e luci Alessandro Buccarella

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