Gesù fra gli ultimi

PerugiaL’ultima fatica di Ascanio Celestini, di cui è autore e interprete, va in scena al Teatro Morlacchi di Perugia.

Con Laika il genio di Ascanio Celestini, in novanta minuti con atto unico, narra storie di vita borderline viste attraverso gli occhi di Gesù. Lo sguardo del figlio di Dio, sceso in terra per osservare gli uomini e la società, rappresenta il trait d’union fra i tanti piccoli tasselli che sono le persone. È un Gesù che si avvale della collaborazione di San Pietro, Gianluca Casadei, che non recita ma intermezza e sostiene i dialoghi con le note, e di Alba Rohrwacher, femminile, leggera e riflessiva voce fuoricampo.

Nel prologo emergono subito le prospettive radicali sul credere in Dio o nel Big Bang. Ma se per chi sceglie l’ipotesi scientifica, come Stephen Hawking con la teoria dell’inesistenza di Dio, vi è in sorte dolore e sofferenza fisica, anche per il Gesù, nato cieco e sceso sulla terra, potrebbe sorgere il dubbio sull’esistenza del Padre o, più verosimilmente, sull’opportunità di aver scelto di essere uguale agli ultimi per meglio comprenderli. Celestini è un Gesù che si confronta con i propri dubbi e le proprie paure e che vive da emarginato, trovando sollievo nel bere della sambuca orrenda direttamente dal collo della bottiglia.

Laika potrebbe essere considerato un capolavoro di ingegno machiavellico atto alla valorizzazione del pensiero libero (o laico), destinato a mettere in discussione i fondamentali della società contemporanea, oltre che il significato del nostro essere mortali. Quanto mai può valere, infatti, un’esistenza dedita alla ricerca del benessere e del quieto vivere se non fortificata dalla compassione e dall’amore verso il prossimo?

Sul palco, un piccolo sipario rosso posto alle spalle dell’attore che, creando una sorta di effetto metateatrale, simboleggia la parcellizzazione degli uomini nell’Universo e nasconde una serie di casse di plastica accatastate (il lavoro e la fatica reale). Poste dinnanzi a questo piccolo sipario vi sono delle lampade da comodino con abat-jour che Celestini, nel corso della narrazione, sposterà come se le piccole storie che racconta possano far cambiare la visione delle cose in chi ascolta.

Accanto alla scelta, un tema importante è quello del lavoro. Ripetitivo, alienante, senza diritti e con molti doveri, che contrappone tanto l’essere barbone all’essere di colore, lo svolgere umili lavori (come il facchino) o il non lavorare all’essere schiavo. L’ironia contraddistingue la narrazione di Celestini che rapisce il pubblico per condurlo ad assumere prospettive altre, meno scontate rispetto a quelle imposte con ovvietà alla massa.

Tutte le persone che Gesù incontra sulla sua strada appaiono essere cavie umane che, con le proprie storie, devono sottostare alla sofferenza. Cavie come la cagnetta Laika, il primo essere vivente ad avvicinarsi fisicamente a Dio, lanciata nello spazio dalla capsula spaziale sovietica Sputnik 2 nel 1957 e di cui nessuno ha più avuto notizia.

Nel seguire Laika, con il suo verbo geniale e allo stesso tempo di facile comprensione, lo spettatore non potrà che identificarsi nelle figure rappresentate, il cui universo di personaggi sembra diventare sempre più piccolo, come a restringersi per collassare in una delle teorie sulla fine dell’umanità. A quel punto, la Via Lattea sarà forse contenuta nell’appartamento in cui Gesù vive, dove, magari, ci saranno anche Laika e tutte le persone incontrate con le loro storie.

Lo spettacolo continua:
Teatro Morlacchi
Piazza Morlacchi 13, Perugia
dal martedì al venerdì ore 21.00
sabato ore 18.00
domenica ore 17.00

Laika
di Ascanio Celestini
regia Ascanio Celestini
con Ascanio Celestini
e Gianluca Casadei alla fisarmonica
voce fuori campo Alba Rohrwacher

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