Affittasi libertà

teatro-stabile-torinoIn scena al Teatro Gobetti di Torino, L’albergo del libero scambio, una commedia graffiante sulla duplicità dell’essere e su una concezione peccaminosa della libertà.

Ispirato al romanzo francese dall’omonimo titolo di George Feydeau, ma proposto in una versione rivisitata e stravolta nel condurre alla rappresentazione di un essere umano frammentato, uno e doppio, attraverso la moltiplicazione degli equivoci, l’uso di esagerazioni e di situazioni assurde, la storia de L’Albergo del libero scambio di Marco Lorenzi è quella di due coppie stanche e annoiate dalla routine sentimentale, che decidono di trascorrere una notte diversa in un hotel equivoco in cui, attraverso la limitazione temporale delle ore e quella spaziale della stanza, provare a illuminare con un raggio di diversità e peccaminosità la grigia e tetra apatia del proprio vissuto.

Aprendo il sipario su un salotto di un appartamento moderno dalle tinte minimal e un po’ radical chic, che nel testo originale dovrebbe essere quello della Francia di fine Ottocento, ma che più realisticamente sembra essere quella Torino di oggi, con costumi e luci a led che fanno da supporto a quest’allusa contemporaneità, L’Albergo del libero scambio narra infatti gli intrecci e gli equilibrismi di quattro protagonisti volti a perseguire il loro folle sogno di una notte di evasione e felicità ritrovata.

Un racconto ironico e un linguaggio colorato di ambiguità e ironia impregnano i dialoghi di toni sempre accessi e sagaci, coinvolti in una commedia del doppio, così rievocando lo spessore degli scritti plautini in cui incontri ed equivoci diventano gli espedienti per portare in scena un discorso più complesso. I piani spazio-temporali si confondono sin da subito agli occhi del pubblico, creando un continuo di rimandi tra ieri e oggi che non disorienta, ma rende protagonisti attivi del narrato.

Il richiamo ai Menaechmi plautini si fa ancora più evidente sul finale, quando sulla scena appare un agente di polizia che confonde i nomi degli ospiti presenti nell’Albergo. Il nome, allora, diventa funzionale allo sviluppo della rappresentazione degli equivoci perché proprio facendo corrispondere due corpi allo stesso nome, smussandone i contorni identitari fino quasi a negarli, verrà cancellata ogni forma di autenticità e singolarità nei protagonisti.

La scelta, poi, di ambientare l’intero spettacolo all’interno di una singola scena, un salotto, rievoca un’operazione cinematografica di successo operata di recente anche da Roman Polanski in Carnage, quella di focalizzarsi su una location fissa, una stanza quadrata in cui è rappresentato il quadriplice dramma, per contrapporre la staticità della scena al movimento e alla dinamicità dei moti interiori di personaggi scossi dalla vita.
Il capolavoro di Georges Feydeau nel riadattamento operato da Davide Carnevali sembra dunque essere magistralmente riuscito, portarndo in scena una commedia dal retrogusto tragico, dove ambiguità ed equivoci si burlano tanto del disagio esistenziale, quanto dell’apatia del quotidiano, provocando in sala riflessioni ben più profonde.

Lo spettacolo continua:
Teatro Gobetti di Torino
via Gioacchino Rossini, 8, 10124 Torino
dal 1 Dicembre al 20 Dicembre 2015
Sabato 12 dicembre 2015 ore 19:30
Domenica 13 dicembre 2015 ore 15:30
Martedì 15 dicembre 2015 ore 19:30
Mercoledì 16 dicembre 2015 ore 20:45
Giovedì 17 dicembre 2015 ore 20:45
Venerdì 18 dicembre 2015 ore 20:45
Sabato 19 dicembre 2015 ore 19:30
Domenica 20 dicembre 2015 ore 15:30

L’Albergo del Libero Scambio
di Georges Feydeau
regia Marco Lorenzi
traduzione e adattamento Davide Carnevali
con Elio D’Alessandro, Christian Di Filippo, Federico Manfredi, Barbara Mazzi, Silvia, Giulia Mendola, Alba Maria Porto, Alessandro Bruni Ocaña, Beatrice Vecchione Tronca, Luca Cicolella
scene Nicolas Bovey
costumi Erika Carretta
luci Francesco Dell’Elba
musiche originali di Elio D’Alessandro
regista assistente Yuri D’Agostino

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