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L’altrui misura – diversamente uguali

L’altrui misura – diversamente uguali, articolo di "Alessio Neroni" su Persinsala Teatro
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L’altrui Misura – Diversamente Uguali
L’altrui Misura – Diversamente Uguali

L’altrui misura – diversamente uguali
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Sabato 16 e domenica 17 settembre, al Live Alcazar, Guido Del Vento supportato da Martina Montini ha portato in scena L’altrui misura, scritto e diretto da Lucilla Lupaioli e Alessandro Di Marco da un’idea dello stesso attore. Uno spettacolo che indaga le diversità ad ampio raggio. Quella che un tempo era solo un’accogliente sala cinematografica …

L’essere intollerante

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Sabato 16 e domenica 17 settembre, al Live Alcazar, Guido Del Vento supportato da Martina Montini ha portato in scena L’altrui misura, scritto e diretto da Lucilla Lupaioli e Alessandro Di Marco da un’idea dello stesso attore. Uno spettacolo che indaga le diversità ad ampio raggio.

Quella che un tempo era solo un’accogliente sala cinematografica nel cuore di Trastevere a Roma, l’Alcazar, ora è un elegante spazio culturale che, oltre ai film, offre la possibilità a giovani talenti di esibirsi con spettacoli live e teatrali come L’altrui misura – diversamente uguali, che lo scorso week-end, il 16 e il 17 settembre, ha visto la numerosa partecipazione di un pubblico eterogeneo ed entusiasta.
Prima di accomodarsi in sala ogni spettatore è stato invitato a scrivere su un foglio bianco, con un pennarello, una propria intolleranza, non consapevole dell’importanza che tutto ciò avrebbe avuto all’interno dello spettacolo. Un One Man Show a tutti gli effetti che Guido Del Vento, testimonial anche di molti spot televisivi, ha portato sulla scena con disinvoltura dimostrando  una spiccata capacità nell’improvvisare e nel coinvolgere anche lo spettatore più restio sul palco del Live Alcazar, dove grande e illuminata appare la scritta che ha reso celebre lo storico cinema.

Una commedia ben costruita L’altrui misura, dall’ossatura apparentemente semplice, ma ricca di spunti, che seppur con ironia tocca le corde della sensibilità umana, di chi quotidianamente si trova ad affrontare, prima delle situazioni, le persone stesse coinvolte dal giudizio comune.

Partendo dalle intolleranze verso cose e persone del protagonista, che riassume il pensiero dell’italiano medio, è lo stesso Guido Del Vento a interpretare vari personaggi che in comune hanno lo stabile in cui vivono e una “diversità” oggetto di scherno e giudizio, sempre gratuito, che mai pensa al dolore personale di chi vive un’esperienza toccante.
Il punto interessante è che sono proprio un disabile, un giovane gay e una trans a diffidare l’uno dell’altra, vedendo ognuno un capro espiatorio in quel diverso per la società e credendo che il dolore più forte sia sempre il proprio. Il dolore di chi si sente emarginato da tutto e da tutti, che si tramuta in intolleranza e si veste spesso di perbenismo.

E se i panni sporchi si lavano in famiglia e si stendono sulla terrazza condominiale, così come fa una mamma di famiglia pronta ad additare tutti, sempre interpretata dal bravo Del Vento, ecco che il filo posto da un estremo all’altro del palco, improvvisamente, vede stesi in bella vista alcuni di quei fogli bianchi che gli spettatori hanno scritto nel foyer. I vari “Io non tollero…”, quelli più forti, sono diventati così oggetto di discussione della seconda parte dello spettacolo, totalmente improvvisata dall’attore, sempre affiancato da Martina Montino, spalla dalla mimica spiccata, col ruolo di arginare spesso le provocazioni divertenti di Del Vento, specchio di una realtà sociale che riflette le diverse intolleranze degli italiani.
Da chi non tollera la patata (e non era riferito all’ortaggio) a chi invece non tollera gli zingari, passando a coloro che invece puntano il dito contro gli omofobi e a chi semplicemente non tollera i giudizi, che chiudono un po’ il cerchio intorno al quale ruota tutto il copione.
Non tutti hanno avuto il coraggio di alzare la mano quando l’attore ha chiesto chi fosse l’autore di una o dell’altra frase, intimoriti soprattutto dal fatto di dover motivare la propria intolleranza di fronte a una platea vista in quel momento come gogna, da chi poco prima aveva avuto carta bianca per togliersi un sassolino dalla scarpa.
Un momento sicuramente interessante che improvvisamente ha visto il pubblico protagonista e l’attore spettatore. Il teatro che si fa vita e spinge alla riflessione mentre fuori un temporale ha portato refrigerio alla città in significativo sabato sera. Io non tollero la pioggia.

Lo spettacolo è andato in scena:
Live Alcazar
Via Cardinale Merry Del Val, 14 – Roma
sabato 16 settembre ore 21.00 e domenica 17 settembre ore 20.00
(durata 1 h e 30 minuti circa senza intervallo)

L’altrui misura – diversamente uguali
di Lucilla Lupaioli, Alessandro Di Marco
regia Lucilla Lupaioli, Alessandro Di Marco
con Guido Del Vento, Martina Montini
disegno luci e fonica Sirio Lupaioli
costumi e progetto grafico Nicola Civinini, Americo Pezzola
foto di scena Giampaolo Mavilia, Alice Tinozzi, Antonio Spirito
ufficio stampa Mauro Caldera

5,00

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