L’amore nell’epoca della vanificazione delle verità

teatro-flavio-roma-80x80Al Teatro Flavio, in scena fino al 27 Novembre una delle opere più moderne di Pirandello, un dramma della gelosia calato nell’orizzonte filosofico e morale dello scrittore siciliano.

Scritta nel 1926, ispirata a una novella del 1894, la commedia pirandelliana L’amica delle mogli è rimasta a lungo in ombra rispetto ai grandi classici della drammaturgia dello scrittore siciliano; eppure, gli spunti, gli aneddoti e soprattutto i significati morali e filosofici di questa opera sono particolarmente efficaci ancora oggi a un secolo di distanza. Da un certo punto di vista, infatti, L’amica delle mogli potrebbe essere a tutti gli effetti definito un “dramma della gelosia”, una specie di filone letterario che taglia trasversalmente generi ed epoche e che comprenderebbe l’Otello, Rigoletto e Proust tra gli altri. D’altronde, data la verbosità del testo e l’impostazione scenica, L’amica delle mogli mette in rapporto la tradizione del Kammerspiel nord-europeo al teatro borghese di Pinter, che è incentrato proprio sulle dinamiche di coppia borghesi; molti dei testi teatrali di Pirandello possono venire compresi come i precursori di alcuni drammi cinematografici di Bergman per esempio, dimostrando il ruolo essenziale che l’autore ebbe nella dinamica di sprovincializzazione che l’Italia (e nello specifico il Mezzogiorno) stava vivendo ai primi del Novecento.
La modernità di Pirandello emerge con energia in questa breve e apparentemente banale pièce: il personaggio di Marta, donna emancipata e libera, ossessionata da Venzi, altra creatura notevole, che come un moderno Iago instilla, come un veleno terribile, nella mente degli altri personaggi il dubbio fino a incidere sui loro reali sentimenti. Il discorso pirandelliano sulla vanificazione delle verità ultime, e sul prospettivismo dei punti di vista che frammentano la realtà fino a rendere impossibile distinguere il vero dal falso, qui è affidato a un personaggio cattivo, una canaglia, che intende muovere a suo favore tale nichilismo per esaudire il suo sogno d’amore.

Presso il Teatro Flavio di Roma, un teatro che da decenni si presta alla diffusione e alla promozione dei grandi testi della tradizione, Franco Venturini, con esperienza e mestiere, dirige ed interpreta una versione ben confezionata della tragedia di Pirandello: l’ambiente ricostruito dove si svolge l’azione è quello di un interno, dove diversi personaggi si susseguono vivendo in loro stessi le trasformazioni di pensieri e stati d’animo, trasformazioni indotte dalle parole ben congeniate di Venzi. Ottima l’interpretazione di Federica De Vita, che fin dagli anni ’90 lavora affianco di Venturini e che nei panni di Marta riesce a restituire al pubblico sensualità ed energia femminile; d’altronde, questa parte fu di Rossella Falk almeno 40 anni fa, mentre Venzi venne allora interpretato da Romolo Valli, nella messa in scena storica e celebre di Giorgio De Lullo. Un elemento biografico interessante che ha l’opera emerge dalle lettere che Pirandello scrisse all’amico Ugo Ojetti, quando gli confessava la follia irrimediabile della moglie, che si traduceva in una gelosia morbosa; oltre a ciò, il personaggio di Marta sembra cucito addosso a Marta Abba, l’attrice di cui Pirandello si invaghì e che non a caso fu la prima interprete. In questo senso, gelosia, passione, amore, ma anche menzogna, verità e follia si invertono le parti, fino a degenerare nella tragica conclusione shakesperiana; la compagnia del Teatro Flavio riesce a restare fedele agli intenti dell’opera in tutte le sue molteplici sfaccettature.

Lo spettacolo continua:
Teatro Flavio
via G. M. Crescimbeni, 19 – Roma
fino al 27 Novembre
venerdì e sabato ore 21.00, domenica ore 17:30

L’amica delle mogli
di Luigi Pirandello
regia Franco Venturini
con Federica De Vita, Franco Venturini, Chiara Conti, Erica Cremenich

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