Non proprio il Max

Dal 4 al 9 novembre Max Tortora è in scena al Sistina con L’amore e la follia, uno spettacolo che tra imitazioni, canzoni e troppe parolacce mette in scena quanto già visto in televisione nel corso degli anni. Ospite della serata Sergio Caputo.

Max Tortora approda al Sistina, che ha visto in quest’inizio stagione spettacoli importanti come Jesus Christ Superstar, Sistina Story e Il Vizietto, rompendo per certi versi gli schemi classici al quale il pubblico di questo teatro è abituato. Lo spettacolo L’amore e la follia, scritto e diretto da lui stesso, sarà in cartellone per sei giorni e porta sulla scena il repertorio che tante volte è stato proposto in televisione dall’attore romano. Si tratta di un One man show che non ha una sua struttura, ma si articola di gag, imitazioni e canzoni riadattate in base alla tematica imperante, quella del sesso, che a lungo andare non diverte, ma quasi stanca per la ripetitività delle battute e le eccessive parolacce in esse contenute.
Lo show si apre sulle note di The lion sleeps tonight, eseguite da una band di sei elementi, ma il testo, ormai noto col titolo Ovindoli, narra tutt’altra storia. Sulla scia delle assonanze e concentrando lo sguardo altrove, il comico continua stravolgendo testi di Sergio Endrigo, Ornella Vanoni, Fossati, Venditti, Morandi e Zero, e scendendo di livello quando mortifica in particolar modo Se mi lasci non vale di Iglesias e ribattezzando i Gipsy King in Stipsi King, elencando, sempre attraverso le canzoni, quanto è legato alla defecazione.
Stessa cosa ripete successivamente nominando i Bee Gees, annoiando clamorosamente quanti non condividono un certo tipo di comicità, anche se buona parte del pubblico si diverte ogni qual volta viene nominata una volgarità; lo stesso pubblico che, nonostante il divieto, filma con lo smartphone parti dello spettacolo e per questo ripreso dagli assistenti di sala.
Le imitazioni restano sicuramente l’asso vincente di Max Tortora. Celentano, come Amadeus e Arbore sono alcuni dei suoi cavalli di battaglia e anche al Sistina regalano momenti comici divertenti, che non deludono e che raddrizzano, per quel poco, le due ore di spettacolo. Sensualità e bellezza vengono sprigionate dal corpo di ballo composto da Martina Chiriaco e Roberta Guerrini, che accompagnano alcuni brani eseguiti al pianoforte da Tortora come Tu si na cosa grande pe’ me di Modugno, evocando quella nostalgia che appartiene anche a quegli anni ’80 riproposti dallo stesso Sergio Caputo, ospite della serata, che con Tequila e Un sabato italiano ha riportato jazz e swing a Roma, dopo anni trascorsi in America.
Ogni serata infatti sarà, a sorpresa, caratterizzata dalla presenza di un amico di Tortora, che interverrà tra un’esibizione e l’altra. Presenze fisse invece quelle di Stefano Sancinelli e Roberto Andreucci, spalle del conduttore, che si sofferma molto a parlare della televisione di oggi e di ieri e delle pubblicità odierne prive di senso rispetto alla magia di Carosello.
L’amore e la follia si muove così su due piani: quello comico e dissacrante e quello emozionale, che Tortora lascia purtroppo in coda, quasi durante i saluti di congedo col pubblico.
Sono infatti gli omaggi a Franco Califano e ad Alberto Sordi a occupare gli ultimi minuti dello show. Due voci uniche, inconfondibili, eppure ben studiate, caratterizzate e fatte rivivere magicamente, mentre le immagini più belle dei due artisti mai dimenticati, scorrono su uno schermo.
Nonostante la sua statura, che più volte l’ha penalizzato sul lavoro, come egli stesso racconta, il talentuoso Max Tortora non è stato tanto all’altezza di un teatro così importante, che sul palcoscenico predilige l’amore alla follia.

Lo spettacolo continua:
Teatro Sistina

Via Sistina, 129 – Roma
fino a domenica 9 novembre
durata 2 h e 10 minuti circa
L’amore e la follia
di Max Tortora
con Max Tortora, Stefano Sancinelli, Roberto Andreucci
scenografia Francesco Scandale
disegno luci Domenico Ragosta
direttore di scene Maurizio Colurcio
corpo di ballo Martina Chiriaco, Roberta Guerrini

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