Catania frenetica

Il teatro diventa la città, perché non è fermo lo spettacolo di Pamela Toscano. Ogni scena implica un movimento di attori e pubblico che si fa strada per Catania, tra i passanti, con il suono di un violino. Uno sguardo nel presente verso le vicende, le geometrie e il carattere di alcuni luoghi da riscoprire.

Fin troppo ambiziosa l’idea di Pamela Toscano, attrice e regista, che a Catania presenta L’anima negli occhi, l’itinerario teatralizzato che parte dal Teatro Machiavelli e porta attori e spettatori verso la città e viceversa.
«Penso che l’unico modo per preservare la bellezza sia conoscerla – spiega la regista – un luogo ci appartiene solo ne abbiamo fatto esperienza emotiva, possiamo ricordarne l’odore, il suono, un dettaglio. Mi sento costretta a spostare il pubblico, porteremo gli spettatori in alcuni luoghi quotidiani perché non venga dimenticato il loro patrimonio culturale e affettivo. Il contesto non sarà pura scenografia ed è necessario raccontarlo di nuovo. Durante lo spettacolo ci sarà un’interazione con le anime che vi hanno vissuto, e l’accadere in parte è dettato dal copione, in parte in scena ci sarà vera propria improvvisazione. È un itinerario che va oltre una linea logica e cronologica, si fa spazio tra i passanti, è un andamento emozionale ed un violino struggente ci farà da pifferaio magico».
Dopo il rituale del biglietto al botteghino del Teatro Machiavelli, il pubblico verrà accompagnato all’interno del maestoso Palazzo Università, per – da lì – iniziare il viaggio guidato da Carmelo Motta e Pamela Toscano. Per partecipare alle scene in città bisognerà infatti camminare seguendo il suono del violino di Vincenzo Di Silvestro, esecutore e autore delle musiche dello spettacolo, colui che di fatto accompagnerà il pubblico di tappa in tappa. Tutto osservati da una Catania frenetica che nel frattempo vive, luoghi con l’anima negli occhi che vengono per una volta osservati, attraversati e in parte anche immaginati in scene che ne richiamano il passato umano.

La regista descrive lo spettacolo come un viaggio esperienziale, contemporaneamente studiato e improvvisato. Dietro i testi, spiega, come ci sia stato uno studio fatto di letture e interviste alla ricerca dei particolari più autentici che si accendono nelle scene, ma tutto può succedere in città e non basterà attenersi al racconto, bisognerà saper condurre il pubblico tra i passanti, il gioco teatrale sarà a confronto con l’irrompere del presente.

Prima il chiostro del Palazzo del Rettorato disegnato dal Vaccarini, poi Piazza Università mutilata dalle statue borboniche, percorsa dai moti garibaldini, vissuta dai nobili e dalla povera gente, in parte devastata dal terremoto e in parte dalla violenza dell’uomo sull’uomo. Dall’agorà catanese attraversata dalla via della Luminaria, la via Etnea, si andrà al Palazzo San Giuliano e, infine, primo e ultimo, il Teatro Machiavelli, il teatro dei pupari, la culla di una Sicilia rara che rievoca pezzi di cultura ormai remoti con mani che lavorano teste di ferro e abiti logori. Pupi che ritornano a farsi notare nel vocio bisbigliante di quel luogo di incontro e scontro del popolino.

Pamela Toscano ha scelto stili linguistici mutanti come le scene e anticipa alcune tra le anime che parleranno agli spettatori, paganti e non: Verga, De Roberto e Pirandello, il geometra Leonardi, il Marchese Orazio Paternò Castello, l’attore realista Giovanni Grasso, il contemporaneo scrittore Vincenzo Consolo e molti altri.
«Tutte le anime dei luoghi, tutti i sensi si intrecciano – conclude la regista – è uno spettacolo intriso d’ironia e sobrietà, orrore e bellezza, natura ignara e progetto umano, tutto dentro collegamenti iperbolici. Lo spettatore, se si lascia guidare, potrà attraversare un flusso che è molto più emotivo che razionale. Portiamo in città un teatro generatore di memoria collettiva e individuale, restituendo alcune angolazioni personali e istintive, emergerà un parallelismo con alcuni episodi tragici della storia contemporanea. Così il teatro diventa il racconto del presente, di ciò che sta accadendo e di tutto quello che riporta alla luce».

Lo spettacolo andrà in scena
Teatro Machiavelli di Palazzo San Giuliano

Piazza Università 13 – Catania
il 27 e il 28 febbraio 2016
ore 19.00 e ore 21.00

L’anima negli occhi
di Pamela Toscano
con Carmelo Motta e Vincenzo Di Silvestro
video di Giovanni Nicotra e Andrea A. Maccarrone
voci di Olivia Spigarelli
allestimenti di Angelo Gullotta
consulenza scientifica di Officine Culturali, Antonino Leonardi, Elisabetta Vinci, Giovanni Miraglia
consulenza tecnica di Aldo Ciulla
con la partecipazione di La Marionettistica dei fratelli Napoli

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