Due anime romantiche votate al ritmo

ensemble7esensL’Ensemble 7e sens, perseguendo la presentazione del ricco e non sempre conosciutissimo repertorio romantico, ha proposto un nuovo ed inedito incontro nel segno del ritmo virtuoso: il grande Beethoven e il quasi dimenticato Gouvy.

Un’inedita cornice accoglie l’Ensemble 7e sens in questa bella serata aprilina. Le tre scure navate della splendida chiesa gotica di Saint-Bonaventure, nel cuore della Presqu’île lionese, hanno sublimato il programma scelto dal direttore Jean-Philippe Dubor. Dopo aver aperto la stagione con un incontro impossibile e riuscito tra Richard Wagner e Giuseppe Verdi, il direttore d’orchestra sceglie di accostare due nomi tanto vicini nella ricerca del virtuosismo ritmico, quanto lontani nella fama e nell’accoglienza del pubblico: Louis Théodore Gouvy e Ludwig van Beethoven. Anche in questo caso si è trattato di una scelta sorprendente ma riuscita, in grado di mostrare e di sottolineare le influenze e le divergenze di questi due grandi autori.

Il programma della serata ha visto invertire la presentazione cronologica delle opere e degli autori, consacrando la prima parte alla Quarta sinfonia del compositore francese. Un’esistenza difficile quella di Gouvy. Nato in un quartiere di Saarbrücken, città prussiana che fino a qualche anno prima si chiamava Goffontaine e faceva parte dello stato francese, Gouvy si troverà in una situazione ambigua dove la sua nazionalità e il suo humus culturale e musicale saranno costantemente in via di definizione.

Ed è proprio in questa continua ricerca della propria cultura, tra due importanti anime europee come quella francese e quella tedesca, che Gouvy inizia la scrittura della sua Quarta sinfonia. Reduce da alcuni buoni successi a Leipzig, nel 1856 il compositore riceve la commissione da parte della Societé des Concerts du Conservatoire di Parigi. Si tratta di una sinfonia in quattro movimenti, aperta da un Allegro elegantemente tratteggiato dagli archi che mostrano un percorso capace di alternare movimenti allegri e punte trionfali. Una scrittura brillante, capace di una solennità straordinaria ben rappresentata nel primo movimento, mentre il secondo, uno Scherzo: Allegro vivace, mostra una scrittura più aperta e giocosa, dove il ruolo dei fiati è quello di acuire questo varco brioso. Il Larghetto attesta una sorta di pausa nello sviluppo della sinfonia. È la parte più sognante, quella dove i fiati prevalgono acquistando un ruolo primario e alleggerendo la composizione. Chiude un Finale: Allegro con brio dove gli archi riprendono le redini dell’opera e, coadiuvate dalle percussioni, creano un blocco ritmico denso, da togliere il respiro. Un’apoteosi finale grandemente interpretata da tutto Ensemble 7e sens al suo apogeo, insieme alla consueta ed inesauribile energia iniettata dal direttore Dubor.

La seconda parte della serata viene interamente dedicata alla Settima sinfonia di Beethoven, una delle opere principali del compositore. Saccheggiata a più riprese da una serie infinita di opere cinematografiche, la sinfonia risale agli anni della piena maturità di Beethoven. Concepita tra il 1811 e il 1812, essa verrà eseguita per la prima volta a Vienna, l’8 dicembre del 1813. Il primo movimento Poco sostenuto – Vivace permette ai numerosi ascoltatori giunti a Saint-Bonaventure di acclimatarsi alla temperatura beethoveniana, ma la ricchezza tonale stacca immediatamente rispetto alla sinfonia di Gouvy, complici i numerosi inserti scherzosi ed estremamente sostenuti che fanno capolino già in questa prima parte. A questo momento vario segue un movimento solenne, una sorta di marcia che chiama ad un’atmosfera raccolta e silenziosa e un Presto che insiste nello stesso carattere solenne. Il finale riapre i giochi e innalza un ritmo senza pause fino al culmine finale.

Ancora una volta (ed è un vero piacere affermarlo) Jean-Pilippe Dubor ha diretto in maniera impeccabile la sua creatura musicale, l’Ensemble 7e sens. Una direzione emozionante che va ad accostarsi ad una scelta particolare, quella di presentare due opere capaci di un’interessante serie di rimandi e di giochi cromatici.

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«L’apothéose du rythme» est le titre choisi par Jean-Philippe Dubor pour présenter la rencontre entre la Symphonie n°7 de Ludwig van Beethoven et la Symphonie n°4 de Louis Théodore Gouvy. Lieu élu pour cette découverte : le sanctuaire franciscain de Saint-Bonaventure de Lyon. Un concert accompli, qui se place parmi les plus beaux que cet Ensemble a présenté ces dernières années.

Lo spettacolo è andato in scena:
Sanctuaire Saint-Bonaventure
7, place des Cordeliers – Lione
venerdì 11 aprile 2014, ore 20.00

L’Ensemble 7e sens presenta
«L’apothéose du rythme ». Symphonies n°7 de Beethoven et n°4 de Gouvy
direttore d’orchestra Jean-Philippe Dubor
orchestra sinfonica dell’Ensemble 7e sens
http://www.ensemble-7sens.org/

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