Encore / un corps

Lo spazio, intimo e familiare, dell’ATIR Teatro Ringhiera di Milano, accoglie il reading sull’opera L’arte della gioia di Goliarda Sapienza, portato in scena da Sandra Zoccolan, accompagnata alla fisarmonica da Giulia Bertasi – e, nelle prossime serate, da Guido Baldoni.

È il primo gennaio del 1900, quando, dalle mani di Goliarda Sapienza, viene alla luce Modesta, protagonista di rottura del romanzo – la cui celebrità, come quella di molti grandi scritti, non poteva che essere postuma – L’arte della gioia.

Modesta è ciò che Deleuze e Guattari definirebbero una “macchina desiderante”, una potenza rizomatica e polimorfa che cresce in tutte le direzioni, sovvertendo le sovrastrutture culturali, politiche e religiose del suo tempo.

Ascolta e si ascolta, Modesta. Non rinnega quei moti che le sorgono da sotto la pelle, che le pulsano nella carne. Si sfiora, si scopre un corpo desiderante, si interroga sulle proprie pulsioni, ma soprattutto le vive, le sperimenta, senza impedimenti morali.

Il reading si apre – dopo un’interessante introduzione su Goliarda Sapienza a cura di Alberica Bazzoni – con l’immagine di questa ragazzina che si accarezza, tra le grida di una madre troppo intenta ad occuparsi della sorella per accorgersi di lei. Da lì le si apre un mondo, il mondo della sessualità, della sua sessualità, del suo corpo vivo, anelante. Non ne ha paura né vergogna, in controtendenza rispetto alle ragazze della sua età, cresciute come lei nella povertà dell’entroterra siciliano e, più in generale, nella mentalità pudica e bigotta dei primi del Novecento. Ne parla addirittura con Tuzzu, l’amico di sempre, che improvvisamente le appare più grande, già uomo. I loro corpi allora si sfiorano e lei trova nei suoi occhi, ora così vicini, il mare che non ha mai visto.

Ad accompagnare la delicata interpretazione di Sandra Zoccolan – che, attraverso la modulazione della voce tra i diversi personaggi, riesce a dipingere le scene che racconta nella mente degli spettatori – la fisarmonica di Giulia Bertasi, che sembra seguire Modesta al ritmo dei suoi passi, dall’incedere all’incespicare, dalla giovinezza alla vita adulta.

Da Tuzzu alla vita in convento, ennesimo luogo in cui Modesta riesce a sovvertire l’ordine costituito. E poi Beatrice, Carmine, Joyce. Uomini e donne che Modesta ammalia con la sua forza dirompente, con quella libertà unica che le unisce mente e corpo, in un’esplosione di vita, in un’arte della gioia, appunto.

Un’ottima scelta quella dei brani utilizzati per il reading, che seguono le tappe della vita di Modesta, il suo sviluppo umano, fisico e mentale, il suo processo di crescente autoconsapevolezza, sempre accompagnato da un senso di giustizia e libertà. Un percorso che la trova bambina e la lascia, ormai cinquantenne, davanti a quel mare che tanto la incuriosiva da piccola e che ora ha felicemente davanti agli occhi, immenso come la sua vita, piena di esperienze e amori che non si è impedita di vivere.

«U suli ora tṛasi dintṛ’u mari e fannu l’amuri» cantava Giuni Russo in Strade parallele. Ed è con questo pezzo, intonato dal duo Zoccolan-Bertasi, che si chiude il reading – cui fanno seguito altri brani che le due artiste regalano al pubblico.

Un lavoro decisamente riuscito, in grado – impresa non semplice – di trasmettere l’intensità e la complessità del personaggio di Modesta e dell’opera di Goliarda Sapienza.

Lo spettacolo è andato in scena
ATIR Teatro Ringhiera

via Boifava 17 – Milano
sabato 8 ottobre 2016, ore 20

L’arte della gioia
reading teatrale
di Goliarda Sapienza
con Sandra Zoccolan, fisarmonica Giulia Bertasi e Guido Baldoni
produzione ATIR Teatro Ringhiera

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