Benvenuti a teatro!

teatro-rifredi-firenzeDa martedì 1 a giovedì 3 aprile, Alessandro Benvenuti è tornato al Teatro di Rifredi con la rielaborazione de L’Atletico Ghiacciaia. Al suo fianco, a cercare di sopportare l’implacabile Gino, Francesco Gabbrielli.

«L’Atletico Ghiacciaia è la mia dichiarazione d’amore a una terra che mangia tutti i giorni pane sciapo e sarcasmo e nella quale, accanto ai cipressi, crescono da sempre come piante spontanee gli sfoghi dei grulli». Con queste parole, dopo una lunga e profonda rielaborazione, Alessandro Benvenuti torna a presentare il suo spettacolo: ebbene sì, Gino è tornato.

Gino è un pensionato toscano di quasi ottant’anni che passa le giornate al bar, sorseggiando un amaro dopo l’altro, mentre si arrabbia con tutti e per qualsiasi cosa accada a lui o a chi gli sta intorno. L’uomo è un logorroico della peggior specie: non solo parla ininterrottamente, ma non lascia nessuna speranza di replica allo sventurato interlocutore. Sempre se così può essere chiamato colui che cerca di approfittare delle pause obbligate – dovrà pur respirare Gino! – all’interno del monologo per implorare pietà o, quanto meno, per supplicarlo di abbassare la voce per evitare, ancora una volta, l’arrivo della polizia municipale. Gino parla di tutto, il suo è uno sfogo rabbioso che spazia dalla politica al calcio, fino, naturalmente, a colpire senza remore i suoi “amati” concittadini. Anche il suo unico amico non è come dovrebbe essere e dietro ai suoi numerosi tentativi di invitare lo scorbutico toscano a cena, ci dovrà necessariamente essere qualcosa di losco: un ottimo motivo per litigare anche con lui…

Eppure anche Gino ha un’anima bianca. I suoi punti deboli si intravedono tra una parolaccia e l’altra e si concretizzano, velati di malinconia, nel racconto finale quando il mito dell’Atletico Ghiacciaia, la pittoresca squadra di calcio del bar di fiducia, si intreccia al ricordo del padre. Quando il personaggio si fonde nell’attore e viceversa. E non è un caso che questa parte dello spettacolo sia difficilmente comprensibile: la musica è troppo alta, il pubblico non può sentire e Gino/Benvenuti può finalmente sentirsi libero, almeno per qualche minuto, di buttare giù la maschera.

Bravissimo Alessandro Benvenuti. L’attore è un fiume in piena: Gino parla, si arrabbia, si calma e poi si riarrabbia per novanta minuti, ininterrottamente. Mai un cedimento o un’incertezza. Le battute scorrono fluide e a ritmo serrato all’interno di una scenografia minimalista che prevede solo un piccolo tavolino trasparente, due pacchetti di sigarette, un orologio da polso, un bicchiere di Fernet e una sedia fuori scena.

Efficace anche Francesco Gabbrielli, nei panni del giovane e sventurato barista che deve sopportare e cercare di calmare Gino. A lui l’arduo compito di spalla, a lui il merito di far respirare almeno un paio di volte in tutto lo spettacolo Benvenuti.

Il pubblico si diverte di cuore e le risate, inversamente proporzionali alla rabbia e all’indignazione di Gino, sono numerose e chiassose. Uno spettacolo spassoso e a suo modo profondo, capace di far trascorrere novanta minuti che sembrano quindici.

Lo spettacolo è andato in scena:Teatro di RifrediL’Atletico Ghiacciaia

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