Buon sangue non mente

In scena all’Arena del Sole di Bologna Le bugie con le gambe lunghe, esilarante commedia di Eduardo de Filippo che rivive nel volto e nella voce del figlio Luca.

C’è un teatro che ricava la propria forza nel suo rimanere sempre uguale a se stesso. Un teatro che vive di staticità dinamica, in perenne vibrazione, contenitore indiscutibile di comicità e moralità sempre verdi. È il ritratto di un’epoca in particolare, ma lo è anche dell’umanità in senso universale: racconta le dinamiche delle relazioni sociali e familiari, non sempre nitide e sincere, che si reggono sulla mediocrità dell’uomo, il quale, per sopravvivere – o vivere secondo la propria volontà e non secondo le proprie possibilità – è costretto a incombere o soccombere, mentendo apertamente o celando le verità.
È un gioco di parti, direbbe Pirandello, nel quale costruire la propria persona e la propria vita, giorno dopo giorno, diventa sempre più faticoso e persino tedioso: per far sì che le bugie corrano fino a diventare verità non bisogna perdere i fili delle tele che si tessono, perché basta un intreccio riuscito male per far storcere il naso allo spettaore di fronte alla disarmonia della tela. E, nel caso, si dovrebbe ricominciar da capo senza la possibilità di disfarla per recuperare il materiale di lavoro: i fili.
Non c’è possibilità di districarsi, nell’opera di Eduardo, dalla rete menzognera costruita dagli inquilini del palazzo in cui Libero Incoronato vive, nel centro della Napoli affamata del dopoguerra. Si può solo essere complici o fautori della bugia, ben attenti a non diventarne vittime incaute. Esperto di francobolli, Libero non può sposare la donna che ama per il suo passato da prostituta, in quanto metterebbe in difficoltà la sorella, Costanza, futura sposa di un ricco uomo dalla rispettabilità intonsa. Nel mentre, Olga non vuole abbandonare Napoli per raggiungere il marito a Grosseto, arricchitosi con la gestione di due cinema e legato a un’amante che sta per dargli un figlio. La donna, infatti, è anch’essa incinta di un capitano americano scappato e sta cercando un “fessacchiotto”  che si prenda cura di lei e della prole dopo aver divorziato dal marito e ottenuto la casa e i soldi per il mantenimento.
Alla fine, le bugie sono nascoste sotto il tappeto della necessità e del pudore perché, come se si fosse a teatro, sul palco tutto deve essere ben recitato mentre dietro le quinte si compiono i passi falsi, necessari per la bella riuscita dell’intreccio drammaturgico. E allora non è vero che le bugie hanno le gambe corte, anzi, tutt’altro, esse corrono perché devono rifuggire dallo scandalo. Tanto vale continuare la commedia – o tragedia, a seconda dei casi – e vedere fino a che punto potranno arrivare prima di stancarsi del tutto.
Fa sorridere vedere Luca nel ruolo che fu di suo padre e da lui scritto. Un degno erede di quel volto scavato e di quella voce così fiera della propria napoletanità, tanto che, al suo ingresso sul palco, sembra che gli applausi del pubblico siano rivolti non solo a lui – che è comunque un ottimo interprete – ma anche e soprattutto al grande Eduardo, alla sua tradizione teatrale, alla grandezza che sfuggiva da quel corpo piccolo ed esile.

Lo spettacolo è andato in scena:
Arena del Sole

via Indipendenza, 44 – Bologna
fino a domenica 22 gennaio, ore 21.00 (domenica doppia rappresentazione, ore 16.00 e  21.00)

Le bugie con le gambe lunghe
di Eduardo De Filippo
regia Luca De Filippo
con Luca De Filippo, Nicola Di Pinto, Anna Fiorelli, Fulvia Carotenuto, Carolina Rosi e Massimo De Matteo
scene Gianmaurizio Fercioni
fondali Giacomo Costa
costumi Silvia Polidori

luci Stefano Stacchini

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