Il bel canto rossiniano in salsa francese

Opera-de-Lyon-LocationL’Opéra di Lione, in coproduzione con il Teatro alla Scala di Milano, ha presentato Le comte Ory, opera buffa di Gioachino Rossini. Sotto l’impeccabile direzione musicale del nostro Stefano Montanari e la puntuale regia di Laurent Pelly, l’opera di Rossini ha riscosso un ottimo successo di pubblico.

Il 20 agosto 1828, all’Opéra di Parigi, va in scena il nuovo lavoro di Giochino Rossini: Le comte Ory. L’opera, su libretto di Eugène Scribe e Charles-Gaspard Delestre-Poirson, è la terza realizzazione pienamente francese del compositore, nonché la penultima prima del Guglielmo Tell e del lungo periodo dedicato alla mondanità e al godimento del proprio successo. Trasferitosi a Parigi nel 1824, Rossini compose, infatti, nella capitale francese solo quattro opere: Voyage à Reims, Siège de Corinthe, Le comte Ory e il Guglielmo Tell. Vi è un legame molto forte tra la prima e la terza di queste opere. Le comte Ory, infatti, riprende molti passaggi del Voyage à Reims, lavoro composto nel 1825 per l’incoronazione di Carlo X, ma immediatamente ritirato dalla circolazione nonostante la buona ricezione da parte del pubblico. Il riutilizzo della partizione precedente non impedisce, però, la creazione di una grande opera, capace di riproporre pienamente i crismi della poetica rossiniana.
 

Ed è caduta proprio su quest’opera la scelta del direttore dell’Opéra di Lione, Serge Dorny, che ha voluto il nostro Stefano Montanari a dirigere l’orchestra. Una scelta che si è dimostrata vincente. Montanari si è infatti prodotto in una direzione precisa e puntuale fino quasi alla perfezione, mentre sul palco la rappresentazione dell’opera comica si è sviluppata in scenografie che hanno mescolato una contemporaneità di villaggio con una classicità da villa nobiliare. Anche in questo caso, il regista Laurent Pelly ha ideato scene capaci di esprimere al meglio il senso dell’opera, proprio grazie, e non nonostante, il ricorso a location imprevedibili.
 

Le comte Ory, ambientato originariamente nel feudo e nel castello di Formoutiers, e situato temporalmente all’epoca della seconda Crociata, sul palco dell’Opéra di Lione si trova scaraventato nella sala polivalente di un villaggio di provincia. Qui il conte Ory (Dmitry Korchak), nascosto sotto le mentite spoglie di un eremita indiano per evitare la spedizione in Terra Santa, si diletta a confortare gli abitanti, soprattutto le donne, di Formoutiers. La sua volontà è quella di penetrare nel castello dove si trova la bella contessa (una straordinaria Désirée Rancatore) per conquistarla e per rompere il suo voto di castità. Ma il paggio di Ory, Isolier (Antoinette Dennefeld), mostra le stesse intenzioni del padrone e i due, tra colpi di scena e situazioni estremamente comiche, finiranno per ritrovarsi nella stanza della contessa, confrontandosi a volto scoperto e andando incontro al proprio destino. Il conte dovrà svignarsela per evitare il peggio, mentre il paggio avrà la meglio, salvando l’onore della contessa e conquistando il suo cuore.
 

La scrittura rossiniana dell’opera risulta piacevole e mai noiosa e Le comte Ory rappresenta, se non uno dei suoi maggiori capolavori, sicuramente uno dei capisaldi della sua ultima produzione, capace di mostrare una maturità linguistica unita a una vivacità musicale apprezzata e conosciuta già all’epoca a livello mondiale. All’Opéra di Lione va il merito di aver riproposto un lavoro ingiustamente poco conosciuto del genio pesarese.

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L’Opéra de Lyon, en coproduction avec le Teatro alla Scala de Milan, a présenté Le comte Ory de Gioachino Rossini. Sous l’impeccable direction musicale de Stefano Montanari et avec la ponctuelle mise en scène de Laurent Pelly, l’œuvre rossinienne a reçu un véritable succès de public.

Lo spettacolo è andato in scena:
Opéra de Lyon
1, Place de la Comédie – Lione (Francia)
dal 21 febbraio al 5 marzo 2014
da lunedì a sabato ore 20.00, domenica ore 16.00

L’Opéra di Lyon, in coproduzione con il Teatro alla Scala di Milano presentano
Le Comte Ory
di Gioachino Rossini
su libretto di Eugène Scribe e Charles-Gaspard Delestre-Poirson
direzione musicale Stefano Montanari
regia, scenario e costumi Laurent Pelly
collaborazione alla messa in scena Christian Räth
collaborazione allo scenario Camille Dugas
collaborazione ai costumi Jean-Jacques Delmotte
luci Joël Adam
direttore dei cori Alan Woodbridge

con Dmitry Korchak (Le Comte Ory)
Désirée Rancatore (La Comtesse)
Antoinette Dennefeld (Isolier)
Doris Lamprecht (Ragonde)
Jean-Sébastien Bou (Raimbaud)
Patrick Bolleire (Le Gouverneur)
Vanessa Le Charles (Alice)
Orchestra e cori dell’Opéra de Lyon
http://opera-lyon.com/

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