Uno spettacolo troppo politically correct

elfo-pucciniLa Compagnia degli Attori del Teatro Due di Parma continua la sua esplorazione del continente Aristofane con Le Nuvole.

Difficilmente il teatro contemporaneo sa confrontarsi con il grande Aristofane, forse perché è messo in difficoltà da quel fondo di gretto conservatorismo che, gratta gratta, si trova sempre nelle sue commedie. In realtà bisognerebbe avere il coraggio di non scambiare il poeta per un saggio e coerente moralista e lasciarsi andare alla sua inarrivabile e sbrigliata fantasia comica, che non ha confronto. Il messaggio, alla fine, viene fuori da sé.
Non sfugge a questa premessa la Compagnia Degli Attori del Teatro Due di Parma che, dopo aver rappresentato con successo Le Rane, si è ora cimentata con Le Nuvole, realizzando, quando si affida alle parole di Aristofane, un prodotto di buon artigianato (il termine non ha nessuna valenza negativa), mentre perde in efficacia tutte le volte che il desiderio di essere politically correct prende il sopravvento.
L’Ensemble del Teatro Due, costruendo la drammaturgia, si è comportato come un editore che, pubblicando un testo imbarazzante, affastella introduzioni, prefazioni, postfazioni e note esplicative per prendere le distanze dal suo contenuto scandaloso: lo spettacolo comincia infatti con un brano dell’Apologia di Socrate, in cui Platone ci fa conoscere l’orazione difensiva del filosofo accusato di avere corrotto i giovani della città, ci racconta poi l’arrivo di una sgangherata compagnia di guitti in automobile pronti a mettere in scena Le Nuvole (che si presentano dunque come una prova) e si conclude con il suicidio nobile narrato nel Fedone, sempre di Platone. Tutto con l’intento e lo scrupolo di precisare che il Socrate di Aristofane non è quello della Storia, che invece era un uomo di grande levatura morale.
Non appena entra in scena Roberto Abbati (strepitoso nel ruolo di Strepsiade), disperato perché il proprio figlio Filippide (Luca Nucera) lo ha ridotto sul lastrico con la sua passione per i cavalli, ecco che lo spettacolo si alza in volo. E le invenzioni aristofanesche trovano un’adeguata realizzazione.
Strepsiade decide di prendere lezioni private da Socrate (Gigi Dall’Aglio), che saprà insegnargli come fregare i debitori, e va a trovarlo nel suo Pensatoio dove questi vive sospeso in aria, circondato da bizzarri assistenti. Il filosofo, allettato da un lauto guadagno, accetta l’incarico e invoca le divinità cui è particolarmente devoto, le Nuvole appunto, perché propizino la formazione del vecchio padre. Il coro è qui interpretato solamente da due bravi attrici (Cristina Cattellani e Laura Cleri), che recitano e cantano i versi bellissimi del poeta. Inutilmente però si cerca di insegnare qualcosa a Strepsiade, che si rivela un gran zuccone. Non resta che sostituirgli Filippide, decisamente più capace. La cura Socrate ora funziona perfettamente e il ragazzo pigro e indolente si trasforma in un giovane rampante cocainomane (Luca Nucera è abilissimo a gestire il cambiamento). Non solo, ma mette in riga il padre, lo bastona come si deve e gli dimostra pure di aver agito bene.
Lo scandalo delle Nuvole non è dunque l’immagine derisa del filosofo, ma la grettezza di Strepsiade, il suo mediocre utilitarismo, per il quale la cultura non è altro che uno strumento per non pagare i debiti. E su questa denuncia l’indignazione sociale del Teatro Due trova un terreno fertile: nel finale sconvolgente, Aristofane aveva immaginato che Strepsiade incendiasse il Pensatoio; sulla scena il padre cosparge di benzina l’auto dei comici e la mente degli spettatori corre ad altri roghi e ad altre manifestazioni di odio contro la cultura. Una nevicata che scende fitta dal cielo impedirà la strage.
Le Nuvole del Collettivo del Teatro Due sono uno spettacolo curato e divertente, che si avvale di un gruppo di attori affiatati e ben distribuiti (ricordiamo anche i briosi Paolo Bocelli e Marcello Vazzoler). Le musiche circensi e vivaci di Alessandro Nidi e gli eleganti e spiritosi costumi di Emanuela Dall’Aglio strizzano l’occhio a certe atmosfere felliniane e al mondo dell’avanspettacolo. Ottime le luci di Luca Bronzo, nonché gli elementi scenici e gli effetti speciali che, non essendo firmati, sono da attribuire all’Ensemble.

Lo spettacolo è andato in scena
Teatro Elfo Puccini, Sala Shakespeare
corso Buenos 33, Milano
dal 17 al 29 marzo 2015
visto il 28 marzo

Le nuvole
di Aristofane
interpretato e diretto da Roberto Abbati, Paolo Bocelli, Cristina Cattellani, Laura Cleri, Gigi Dall’Aglio, Luca Nucera, Marcello Vazzoler
musiche Alessandro Nidi
luci Luca Bronzo
costumi Emanuela Dall’Aglio
produzione Fondazione Teatro Due

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