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Le Olimpiadi del 1936

Le Olimpiadi del 1936, articolo di "Valeria Palumbo" su Persinsala Teatro
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Le Olimpiadi del 1936
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Al Teatro Menotti di Milano un bravissimo Federico Buffa ricostruisce il senso e le emozioni dei Giochi di Berlino del 1936: un affresco di un’epoca. Due ore e venti di spettacolo senza intervallo. Un solo attore, Federico Buffa, e tre musicisti in scena (al pianoforte Alessandro Nidi, alla fisarmonica Nadio Marenco; Cecilia Gragnani è la …

Le Olimpiadi non si fanno soltanto per sport

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Al Teatro Menotti di Milano un bravissimo Federico Buffa ricostruisce il senso e le emozioni dei Giochi di Berlino del 1936: un affresco di un’epoca.

Due ore e venti di spettacolo senza intervallo. Un solo attore, Federico Buffa, e tre musicisti in scena (al pianoforte Alessandro Nidi, alla fisarmonica Nadio Marenco; Cecilia Gragnani è la cantante). E il tempo vola. Perché quello che Buffa e gli altri tre autori (Paolo Frusca, Jvan Sica ed Emilio Russo, che firma la regia con Caterina Spadaro) hanno saputo costruire, ne Le Olimpiadi del 1936, è un meccanismo perfetto per chi ama la narrazione. Buffa non racconta soltanto quello che accadde nelle Olimpiadi più controverse della storia (si svolsero nel 1936 a Berlino quando il mondo sapeva ormai bene che cosa fosse il regime nazista).

Ma riesce incredibilmente, e senza perdere mai il filo, a ricostruire l’intero contesto storico. Perfino, per fare un esempio, i rapporti tra Cina-Giappone e Corea fin dal Cinquecento. Così riesce a spiegare perfettamente perché l’oro della maratona, il coreano Sohn Kee-chung, costretto a gareggiare sotto la bandiera del Giappone (che aveva conquistato il suo Paese e gli aveva pure imposto un nuovo nome), tenne gli occhi bassi al momento della vittoria e nascose il simbolo nipponico sulla divisa sulla quercia-bonsai che i tedeschi davano ai vincitori.

In sintesi: dalle riprese di Leni Riefenstahl, la regista tedesca che creò di fatto i nuovi standard per le immagini dello sport (e della pubblicità), ai giochi di luce di Albert Speer, dagli incredibili ori di Jesse Owens alla cavalleria sportiva del suo avversario, il tedesco Luz Long, il racconto di Buffa spazia, con un ritmo serratissimo, in tutti i campi, costruendo un affresco storico che emoziona e stupisce.

Peccato solo per un piccolo difetto di pronuncia delle “s” di Buffa: quando la musica si unisce alla voce si rischia di perdere qualche frase. Davvero una piccolezza, per uno spettacolo che, senza dubbio, va visto. Meno male che fino a marzo è in giro per una lunga tournée.

Lo spettacolo continua
Teatro Menotti, Tieffe Teatro Milano

Via Ciro Menotti, 11 – Milano
www.teatromenotti.org
Fino al 22 dicembre (orario spettacoli: feriali ore 20.30; mercoledì ore 19.30; riposo domenica 18 e lunedì 19 dicembre) e poi in tournée sino al 31 marzo

Le Olimpiadi del 1936
di Federico Buffa, Emilio Russo, Paolo Frusca, Jvan Sica
regia di Emilio Russo e Caterina Spadaro
con Federico Buffa
al pianoforte Alessandro Nidi, alla fisarmonica Nadio Marenco, voce Cecilia Gragnani
direzione musicale di Alessandro Nidi
scene e costumi di Pamela Aicardi
luci di Mario Loprevite
allestimento scenico di Cristiana Di Giampietro
(durata: 2 h e 20 minuti)

5,00

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