Zitelle brutte e cattive? Che noia gli stereotipi

Due interpreti straordinarie, Isa Danieli e Giuliana De Sio, in scena al Franco Parenti di Milano non bastano per salvare un testo fuori dal tempo. E dal finale incomprensibile.

Come sono due sorelle nubili? Brutte, anzi devastate dalla poliomielite. E ovviamente acide, vergini (la verginità si sa è una dote con la scadenza nell’immaginario patriarcale), litigiose, malevole, ignoranti e chi più ne ha più ne metta. Chissà perché due interpreti strepitose come Isa Danieli e Giuliana De Sio, davvero irresistibili in scena (certo, anche grazie a un copione spigliato e, ancora di più, grazie alla bellezza del dialetto napoletano) hanno accettato una storia così anacronistica e dal finale incomprensibile: quella di Le signorine, in scena al Franco Parenti di Milano, fino al 3 novembre 2019.

La storia di Gianni Clementi è sempre della serie Eva contro Eva, Che fine ha fatto Baby Jane?, etc. Ovvero: le donne si odiano. Di più se sono sorelle, ancora di più se non si sono sposate. E se non si sono sposate è perché sono state scartate, quindi hanno dovuto guadagnarsi da vivere.

Ma che mestiere potranno mai fare due zitelle? Le merciaie. Sarà un testo dell’Ottocento, vi direte. Macché, attualissimo, con tanto di battute razziste (ma è ovvio che il regista è l’autore siano solo misogini, mica anche razzisti, suvvia!) contro cinesi, moldavi e slavi in generale.

Le due donne litigano tutto il santo giorno perché una vuole spendere i soldi e comprarsi… guardate voi, lavatrice, aspirapolvere e televisore grande (le due signore sono del tutto estranee a computer, Internet, social e via dicendo: di attuali ci sono solo gli immigrati). La secondo, più anziana, è micragnosa. In genere la spunta lei, poi succede un patatrac.

Non lo racconto ma va detto che il finale è del tutto incomprensibile. Nel cast, c’è anche la voce (soltanto) di Sergio Rubini, che interpreta forse un personaggio un po’ più credibile delle due zitelle, ma altrettanto caricaturale. La scena non cambia mai anche se Danieli e De Sio, perfettamente affiatate, la riempiono e la sfruttano al meglio.

La domanda però resta: anche se a due uomini (l’autore e il regista, Pierpaolo Sepe) sia venuto in mente che si possa ridere dello stereotipo tardo ottocentesco della zitella (va bene, in Italia è durato fino a quasi tutto il Novecento), perché alla padrona di casa, Ruth Shammah, è piaciuto un testo del genere? Non ho dubbi che in altri teatri e con un altro pubblico si rida, e molto, delle battutacce sulle “cosce secche” per la poliomielite e sulle badanti moldave “zoccole” o sui russi ubriachi e i cugini “nani”.

Ma è teatro da Franco Parenti? Nonostante le risate (che va detto, non sono mancate), molte donne sono uscite con l’amaro in bocca.

Lo spettacolo è in scena
Teatro Franco Parenti – Sala Grande
Via Pier Lombardo 14 – Milano
fino al 3 novembre 2019

Le signorine
testo di Gianni Clementi
regia di Pierpaolo Sepe
con Isa Danieli e Giuliana De Sio
scene di Carmelo Giammello
luci di Luigi Biondi
musiche di Andrea Farri
produzione Teatro Franco Parenti

(durata: un’ora e 45 minuti, più intervallo)

www.teatrofrancoparenti.it

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