Dare spazialità alla danza dei night club

17eIl genio di Christian Rizzo concepisce un’opera originale e capace di catturare l’anima dello spettatore passano per una strada assai particolare. le syndrome ian è un’opera importante del coreografo francese, che costituisce il terzo pannello di un trittico (dopo d’après une histoire vraie e ad noctum) dedicato alle “danze popolari”. La Biennale de la danse di Lione accoglie un’opera che è un concentrato infragenerazionale di sensazioni post-punk, new wave e disco, politiche e sociali.

Direttore del Centre Chorégraphique di Montpellier, Christian Rizzo è un oramai un punto di riferimento per la ricerca dell’arte della danza non solo francese. Le sue opere vengono puntualmente accolte con un grande successo di pubblico e di critica. E non fa eccezione questa creazione recente presentata durante la Biennale de la danse che si sta svolgendo in questi giorni a Lione. le syndrome ian chiude il cerchio iniziato nel 2013 con d’après une histoire vraie e seguito da ad noctum del 2015 sulle pratiche di danza anonime confrontate alla nozione di autore. Il nuovo lavoro è quanto di più autobiografico il coreografo francese abbia concepito fino ad ora.

Tutto nasce con un ricordo personale: 1979, la prima volta in discoteca. Rizzo si immerge in questo luogo dove i corpi si muovono in modo sinuoso, sensuale, mentre altri corpi, quelli egli adepti del post punk, sono percorsi da scariche elettriche, si mostrano spigolosi e la loro danza è spezzettata. Unknown Pleasures dei Joy Division esce proprio in quell’anno, Manchester e tutta l’Inghilterra sono percorse da una grave crisi economica. I giovani si rifugiano nei club notturni per perdersi e per dare nuove possibilità ai propri corpi, spingendoli al limite delle loro possibilità. È il concetto di “minaccia” che percorre le syndrome ian, che sia quella dello sprofondamento economico, quella della droga, dell’Aids, oppure quelle più recenti delle stragi del Bataclan o di Orlando, luoghi del divertimento notturno che hanno visto balenare l’orrore più perverso nel loro ventre.

Da quel ricordo nasce quest’opera che, come nelle intenzioni di Rizzo, vuole donare una spazialità alla danza dei club notturni. Che cosa significa donare spazio, respiro a dei corpi percorsi da ritmi incessanti, normalmente costretti in uno spazio strettissimo, accorpati gli uni contro gli altri? Cosa significa ballare la notte, nella “caverna”?

Ecco che sul palco nove corpi iniziano una danza sfrenata, senza pause, in un movimento di libertà e di presa di posizione. Il corpo del ballerino del sabato sera respira, si muove nello spazio e può esprimersi come mai ha potuto farlo nella “caverna”. Lo spettatore entra di diritto nella pièce, trascinato dalla trance musicale e fisica. I nostri corpi danzano insieme a quei corpi liberati dal contenitore che li ha concepiti in quanto corpi notturni e li ha cullati per infinite serate. In discoteca vive questa dualità di un corpo che danza da solo, ma lo fa in una comunità di altri corpi che danzano da soli. Solitudine e condivisione si legano insieme in una stretta che dura lo spazio di una notte e che verrà rinnovata la settimana successiva. Ma il tutto si svolge sotto una minaccia. Una minaccia terribile quanto incomprensibile e sconosciuta, vicinissima e tentatrice. Ma Christian Rizzo non è un pessimista. Egli sa benissimo che la minaccia è costantemente presente e che assume continuamente forme diverse. Ma la creazione di queste opere artistiche afferma la sua credenza nella possibilità di uscita, nella profonda possibilità che un corpo possa schivare ogni minaccia. Perché le possibilità di un corpo sono infinite.

le syndrome ian de Christian Rizzo propose de donner de la spatialité aux danses de clubbing. Entre souvenir personnel, analyse de la société et contraste entre deux visions aux antipodes de concevoir la vie et la musique : le monde post punk et le monde disco. Après Le diable bat sa femme et marie sa fille / TURNING_motion sickness version, un autre moment fort de la Biennale de la danse de Lyon à l’Opéra de Lyon


Lo spettacolo è andato in scena:
Opéra de Lyon
Place de la Comédie – Lione
mercoledì 21 e giovedì 22 settembre 2016 ore 21.00

La Biennale de la danse presenta
le syndrome ian

créazione 2016
Pièce per 9 ballerini
coreografia Christian Rizzo
con Miguel Garcia Llorens, Pep Garrigues, Kerem Gelebek, Julie Guibert, Hanna Hedman, Filipe Lourenco, Maya Masse, Antoine Roux- Briffaud, Vania Vaneau
crezione luci Caty Olive
creazione musicale Pénélope Michel, Nicolas Devos (Cercueil / Puce Moment)
assistente artistica Sophie Laly
realizzazione costumi Laurence Alquier
direzione tecnica Thierry Cabrera
regia generale Marc Coudrais
regia di scena Jean-Christophe Minart

produzione ICI — CCN Montpellier / Languedoc- Roussillon-Midi-Pyrénées
coproduzione Opéra de Lille, Festival Montpellier Danse 2016, Théâtre de la Ville Paris, National Taichung Theater (Taïwan), Biennale de la danse de Lyon 2016, Centre de développement chorégraphique Toulouse / Midi-Pyrénées, le lieu unique Scène nationale de Nantes, TU-Nantes, La Bâtie-Festival de Genève (Suisse)

le syndrome ian ha beneficiato della messa a disposizione degli studi del CND
le syndrome ian ha ricevuto il Prix FEDORA – Van Cleef & Arpels per il balletto 2015

www.biennaledeladanse.com
www.opera-lyon.com

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